Domenica, 19 Settembre 2021

Brusca, le scuse dopo 150 omicidi: “Chiedo perdono a tutte le vittime della mafia”

L'ex padrino, adesso collaboratore di giustizia, ha parlato durante il processo sul depistaggio delle indagini della strage di via D'Amelio, del luglio del 1992. “Il giorno della svolta? Quando ho incontra Rita Borsellino”

Un momento del processo

L'ex boss di Cosa Nostra Giovanni Brusca ha chiesto “perdono per tutte le vittime della mafia” durante il processo sul depistaggio delle indagini della strage di via D'Amelio, del luglio del 1992. A 27 anni di distanza e soprattutto 150 vittime dopo, sono arrivate le scuse di Brusca, che oggi è un collaboratore di giustizia. In aula è stato il diretto interessato a raccontare il giorno della 'svolta', ossia quello in cui ha incontrato Rita Borsellino, la sorella del giudice Paolo, scomparsa di recente.

Come racconta PalermoToday, le scuse (rivolte anche "allo Stato e alla società civile") sono arrivate a chiusura di una testimonianza fiume, durata quasi cinque ore di esame. Brusca è stato sentito a Roma in occasione del processo a carico dei poliziotti Mario Bo, Michele Ribaudo e Fabrizio Mattei, accusati di calunnia aggravata. In aula insieme a magistrati e avvocati c’era anche Fiammetta Borsellino.

“Presto hanno fatto”. Così Giovanni Brusca commentò la notizia della strage di via D'Amelio. Lui si era messo a disposizione ma fu escluso dal progetto di morte sul quale stava lavorando Giuseppe Graviano. "Sono diventato un mostro per dare l'anima a Cosa nostra. A un certo punto mi sono domandato: a che cosa è servito fare tutto questo?". Una collaborazione, quella di Brusca, altalenante e contraddittoria che ha avuto la svolta con l'incontro con Rita Borsellino: "Una giornata memorabile per me, alla presenza di mio figlio e mia moglie. Ho capito lo sforzo che aveva fatto questa persona nell'incontrare me. Cercava giustizia nei confronti del fratello".

L’ex capomafia di San Giuseppe Jato, arrestato nel 1996, ritenuto responsabile (anche) della brutale uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, chiede dunque perdono, dopo aver commesso 150 delitti. Stando ai suoi avvocati, Brusca prega nella solitudine della sua cella dove "per sua scelta ha deciso di vivere in una sorta di 41 bis volontario, rinunciando ad avere contatti con chi ha vissuto il suo passato".

L'ex boss ricoprì un ruolo fondamentale nella strage di Capaci in quanto fu l'uomo che spinse il tasto del radiocomando a distanza che fece esplodere il tritolo piazzato in un canale di scolo sotto l'autostrada. "L'omicidio di Falcone però era nato già nel 1984", ha spiegato.

Fonte: PalermoToday →
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