Martedì, 2 Marzo 2021
Lo scontro

Perché il San Raffaele ora prende le distanze da Burioni?

Il tweet del virologo ("Basta bugie, chi finisce al cimitero non è spinto dal panico") scatena la reazione del Gruppo per cui lavora: "Considerazioni sono del tutto infondate dal momento che non è a conoscenza della realtà clinica che si vive nei reparti Covid

Una tensione difficilmente spiegabile. O forse no. "Alcuni dicono che i pronto soccorso sono affollati da persone in preda al panico, e può essere vero. Ma quelle centinaia di persone che finiscono ogni giorno al cimitero a causa di Covid-19, sono spinte dal panico? Basta bugie. Basta bugie. Basta Bugie". A scrivere queste parole sui social network è stato ieri il virologo Roberto Burioni, dell'università Vita Salute San Raffaele.

Che cosa succede tra Burioni e il San Raffaele

Il post non a tutti è piaciuto. "In merito al tweet postato questo pomeriggio dal professor Roberto Burioni, nel quale si fa riferimento ai pronto soccorso, il Gruppo San Donato e l'università Vita-Salute San Raffaele" di Milano "si discostano dal pensiero del professore, in quanto le sue considerazioni sono del tutto infondate dal momento che non è a conoscenza della realtà clinica che si vive nei pronto soccorso e nei reparti Covid".  Poi la richiesta: “Pur riconoscendo l’autonomia di espressione, il gruppo San Donato e l’università Vita-Salute San Raffaele lo invitano a considerazioni più rispettose della verità e del lavoro altrui”.

Cosa spinge il gruppo San Donato a prendere le distanze da uno dei suoi più noti ricercatori? Come scrive oggi su Repubblica Annalisa Cuzzocrea, non si può sorprendere oggi chi era a conoscenza da qualche giorno di una mail riservata, inviata il 2 novembre, proprio dalla responsabile comunicazione del gruppo ai suoi esponenti più influenti dal punto di vista dei media, tra cui Fabrizio Pregliasco e Alberto Zangrillo.

Il documento, girato in ambiente medico, raccomanda alcuni "messaggi chiave condivisi con Paolo Rotelli", il presidente del Gruppo San Donato. L’intera impostazione tende a rassicurare: "Le scelte fatte finora dal governo sono tutte ragionevoli e i numeri lo stanno dimostrando - si legge - la curva dei con- tagi cresce, ma cresce soprattutto quella relativa ai pazienti meno gravi".

Nella missiva, dai toni molto rassicuranti, si legge che "i numeri della ventilazione assistita e delle terapie intensive stanno crescendo molto poco" e "non serve un nuovo lockdown generale". Poi si raccomanda ai divulgatori legati al San Raffaele di "ricordare che ogni giorno in Italia continuano a esserci 650 decessi per infarto e 450 per tumori", e la pressione attuale sul sistema sanitario rischia nei prossimi mesi di aumentare di molto il numero dei decessi per tutte le altre patologie . Infine, il suggerimento ai professori universitari e ricercatori: "Fate sempre riferimento alla situazione clinica che avete sotto gli occhi, in questo non sarete messi in difficoltà".

Fonte: La Repubblica →
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