Giovedì, 4 Marzo 2021
Mistero / Firenze

Cadaveri in valigia, il giallo della data decisiva: che cosa è stato scoperto

I corpi fatti a pezzi sono quelli di Shpetim e Teuta Pasho. Il figlio Taulant fu scarcerato da quel carcere di Firenze a pochi metri dal luogo del ritrovamento il giorno in cui scompaiono i coniugi. Si indaga anche sulla famiglia: tutte le cose che non tornano nel mistero

Foto: FirenzeToday

Il giallo di Firenze è ancora ben lontano dall'essere risolto. Ieri è stata trovata la quarta valigia. I cadaveri fatti a pezzi sono quelli di Shpetim e Teuta Pasho, 54 e 52 anni, marito e moglie che erano venuti in Italia per trovare i figli. Uno dei figli era detenuto in quel periodo proprio a Sollicciano, a pochi metri da dove sono state trovate le valigie con i resti. Troppi gli elementi che non tornano in questa storia.

Cadaveri in valigia a Firenze: tutte le cose che non tornano

Taulant, il fratello più piccolo, è sparito pure lui, qualche anno fa, dopo essere evaso dagli arresti domiciliari. Partiamo dall'inizio. La coppia aveva tre figli: due femmine, Dorina e Viktoria e un maschio, Taulant, un ragazzo con precedenti penali per droga. Viene arrestato all'età di 28 anni e detenuto nel carcere di Sollicciano. Viene scarcerato il 2 novembre del 2015. E' una data importante, decisiva forse, perché? E' proprio il giorno in cui scompaiono i coniugi Pasho.  Sarà riarrestato nel 2016 

Dov’è adesso Taulant? La sorella Dorina, sentita ieri a lungo, dice: "Io non credo che mio fratello c’entri qualcosa in questa sto- ria. Io non credo che lui abbia fatto qualcosa ai miei genitori". Ma perché un omicidio così feroce? Un avvertimento? Una vendetta?

Ma come scrive Lodovico Poletto sulla Stampa, "quando si è scoperto che la data di scarcerazione e quella di scomparsa della coppia coincidono le indagini devono ripartire da un’altra parte. Ma trovare un bandolo di questa storia è sempre più complicato". 

Come scrive oggi sulla Nazione Gigi Paoli, attorno ai cadaveri ritrovati nelle valigie abbandonate nel campo all’ombra del carcere di Sollicciano, la parola sussurata dagli inquirenti è “besa”, fiducia in albanese.

“Besa”, dunque. “Besa” vuol dire sì fiducia, ma è molto, molto di più. E’ un codice d’onore, forse il più antico e alto dell’intera Albania. E’ un patto di sangue, un contratto indissolubile che si scioglie solo con la morte. Durante il processo di reclutamento, un membro che vuole entrare nella mafia albanese è tenuto a prestare giuramento, un giuramento che viene considerato sacro perché definito, appunto, come un ’besë’.

Che ruolo hanno Taulant, Dorina e Viktoria in tutta questa storia? Taulant Pasho era ( o è) affiliato a quella che l’antimafia considera erede naturale della ’ndrangheta? In passato Taulant "avrebbe aggredito la sorella perché colpevole di frequentare un uomo sposato. E non va bene, ma proprio no, in ambienti profondamente legati all’onore e alla famiglia, con rapporti di sangue e matrimonio molto importanti".

C'entrano dissidi familiari nella morte di Shpetim e Teuta Pasho? Per ora sappiamo che il figlio della coppia fatta a pezzi esce dalla prigione il giorno della scomparsa, oggi è un evaso ed è tuttora latitante. Non si può che partire da qui. Dov'è Taulant Pasho?

Shpetim e Teuta Pasho: la svolta sui cadaveri nelle valigie e il "messaggio in codice"

Fonte: La Nazione →
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