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Domenica, 23 Gennaio 2022

E' già iniziata la produzione degli F35: "Ma l'Italia ha altre priorità"

Lo stabilimento Alenia-Aermacchi è stato la meta di una visita di una delegazione di parlamentari 5 Stelle: ''Siamo contrari all'investimento - hanno detto - il Paese ha altre priorità"

Le polemiche politiche hanno consigliato di evitare cerimonie in pompa magna, ma non hanno ritardato nemmeno di un giorno l'avvio della produzione.

E' iniziata ieri a Cameri, in provincia di Novara, nello stabilimento Faco (Final Assembly and Check Out) la linea di assemblaggio del primo F35 'made in Italy'. La nuova linea partita ieri si affianca al lavoro di montaggio delle ali dei caccia destinati agli Stati Uniti. La prima tranche prevede la consegna di 133 ali complete.

Lo stabilimento Alenia-Aermacchi è stato la meta di una visita di una delegazione di parlamentari 5 Stelle: ''Siamo contrari all'investimento - hanno detto - il Paese ha altre priorità".

VIDEO: F35, INIZIATA LA PRODUZIONE IN ITALIA

Quello degli F35 è il più costoso programma aeronautico mai avviato al mondo: l'Italia si è impegnata ad acquistare 90 caccia per circa 15 miliardi di euro. La casa madre del programma, lanciato da Lockeed Martin, e' a Forth Worth, in Texas. Complessivamente e' prevista la realizzazione di 4mila aerei, 90 per l'Italia.

Quanto ci costano gli F35? Il costo dei primi aerei si aggira intorno ai 106 milioni di euro ad esemplare; prezzo destinato a scendere con l'avanzare della produzione. A regime lo stabilimento potra' produrre fino a due velivoli al mese. Oltre a quelli italiani potrebbe realizzare anche gli 85 F35 'prenotati' inizialmente dall'Olanda, che pero' e' ora in pausa di riflessione.

Al momento la fabbrica e' un cantiere a cui stanno lavorando 4-500 addetti edili per il completamento degli hangar. Impegnati anche circa 200 dipendenti Alenia per lavorare ai caccia. Sono 60 le aziende italiane coinvolte a vari livelli, dal Nord al Sud, nel programma Joint Strike Fighter, capofila Alenia Aermacchi.

Nell'ambiente è vivo il timore per un nuovo taglio dei caccia (che in origine dovevano essere 131). ''Diversamente dalle cifre sparate all'inizio, quando si parlo' di 10 mila posti di lavoro, oggi ci sono 200 addetti'', sostengono i parlamentari pentastellati che hanno visitato l'impianto di Cameri, ovvero Luca Frusone, Emanuela Corda, Paolo Bernini e Tatiana Basilio. "Altri posti di lavoro verranno dall'indotto - aggiungono - ma non sappiamo in che misura. Sicuramente anche sul fronte occupazionale continuiamo ad avere forti perplessita' sulla validita' del progetto".

Fonte: La Stampa →
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