Sabato, 23 Gennaio 2021

La lotta di Matteo contro il tumore: "Ho creato il personaggio di Cancer Man per dare coraggio"

Matteo Pitzalis ha 37 anni, vive a Serdiana con la moglie e due figli piccoli, e combatte un raro tumore che colpisce il tratto biliare del fegato, il colangiocarcinoma parietale

Cancer Man, la foto profilo di Matteo Pitzalis su Facebook

Il coraggio non gli manca, la creatività nemmeno. Matteo Pitzalis ha 37 anni, vive a Serdiana (Cagliari) con la moglie e due figli piccoli, e combatte un raro tumore che colpisce il tratto biliare del fegato, il colangiocarcinoma parietale. E' in cura all'Ospedale Universitario di Padova, ha difficoltà ad affrontare le spese dei tanti viaggi che è costretto a fare per via della sua malattia. È stata così avviata una raccolta fondi per potergli permettere di continuare a curarsi. Ma non è una raccolta fondi "come tutte le altre".

Matteo Pitzalis lotta contro un raro tumore

"Una malattia terribile, ho pensato che per provare a sconfiggerla avrei avuto bisogno di superpoteri e così mi sono inventato questa storia di Cancer Man, supereroe che combatte contro il cancro", dice all'Unione Sarda il grande appassionato di personaggi Marvel. Con il marchio "Cancer Man" c'è ora una linea di abbigliamento con il logo CM, il cui ricavato serve solo a finanziare una parte delle spese cliniche e di viaggio fino a Padova. Le tshirt sono in vendita sia sul web sia (a breve) in negozi del Cagliaritano. Attualmente è disoccupato e sua moglie non lavora.

Cancer Man, il supereroe per chi combatte la malattia

La sfida che deve affrontare è dura. Già sottoposto a un ciclo di chemioterapia, a Padova sarà sottoposto a resezione epatica.  Cancer Man è una sorte di supereroe con una sorta di “diario di viaggio”, che dispensa consigli "a chi non riesce ad affrontare la malattia come faccio io. Vuole essere una fonte di ispirazione. E soprattutto vuol far capire che non bisogna avere vergogna di essere malati di tumore; spesso capita che ci si senta in colpa, ma non bisogna sentirsi così, non è colpa propria se la bestia ha deciso di colpirci" dice al quotidiano locale VistaNet. 

Prendo l’indennità di accompagnamento in quanto riconosciuto invalido civile al 100% e un altro assegno ordinario. Nonostante questo, non ho soldi sufficienti per mantenere la famiglia e sostenere le spese per le cure fuori regione. 

Forza Matteo!

Fonte: Vistanet →
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