Venerdì, 24 Settembre 2021

La nuova vita del capitano Ultimo: "Salvato dalle aquile"

Nel gennaio del ʼ93 con la squadra Crimor catturò Totò Riina nel suo covo. Oggi alleva rapaci in una casa famiglia alle porte di Roma e aiuta i minorenni in difficoltà

Raoul Bova nel ruolo del capitano Ultimo nella famosa serie tv

Il capitano Ultimo oggi è colonnello del Noe e allevatore di rapaci in una casa famiglia alle porte di Roma, dove aiuta i minorenni in difficoltà. Nel 1993 con la squadra Crimor catturò Totò Riina e oggi Sergio De Caprio, 55 anni, ha risalito la china dopo un periodo nero, prima il processo nel quale fu travolto (e poi assolto) in merito alla mancata perquisizione del covo del capo dei capi di Cosa nostra e poi la malattia.

A salvarlo, racconta lui stesso al Corriere della Sera, sono stati gli Apache e le aquile. Il capitano Ultimo ha raccontato come è avvenuto il suo primo incontro con il capo Apache, Ronnie Lupe. "Gli Apache delle bianche montagne sono sempre stati un riferimento per me, in certi momenti duri ho pensato molto alle loro tecniche di combattimento. Al loro modo di apparire e svanire, di essere pochi e sembrare tanti. Poi un giorno ho visto un indirizzo su una rivista e ho scritto al loro capo".

Scrisse una lettera sul dolore e quella vita sempre a caccia di assassini e latitanti, della tristezza che provò quando con gli attentati a Borsellino e Falcone "andò via un pezzo grande di speranza e di libertà". Eppure "nessuna tragedia sarà mai paragonabile al genocidio della nazione Apache". Ronnie Lupe rispose e da quel momento tutto cambiò. Il capo Apache venne anche in Italia, osservò la squadra di Ultimo e dopo due giorni di silenzio disse: "Siete come questa mano, aperta sono cinque dita, chiusa la forza di un pugno". Parlò delle sofferenze della sua gente e della famiglia della aquile a cui lui chiede sempre un parere.

Da quel giorno Sergio De Caprio decise di fare un corso dai falconieri, prese un falco, poi passò alle aquile. Oggi ha Wahir e Lacrima:

Due metri e più di apertura alare, la potenza, la bellezza e la perfezione messe assieme. Quando volano volo con loro, li vedo planare e plano con loro, quando arrivano sento addosso il soffio del vento. Se un giorno volessero andare sono liberi di farlo, finora  sono sempre tornati.

Nella casa famiglia nella Tenuta della Mistica alla periferia est della capitale si occupa di aquile, falchi e minorenni in difficoltà.

Fonte: Corriere.it →
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