Lunedì, 19 Aprile 2021

Carabiniere trasferito perché chiese guanti e mascherine per i colleghi, pace fatta in tribunale

La vicenda dell'appuntato Francesco Sortino. Dietrofront dell'Arma sul trasferimento

Foto di repertorio

Subito dopo l'esplosione dell'epidemia aveva preso carta e penna ed aveva chiesto al comando regionale di garantire tutte le misure di sicurezza ai militari in servizio rifornendoli di guanti e mascherine. La risposta alla richiesta di Francesco Sortino, appuntato scelto e sindacalista del Sim, era stata però tanto dura quanto inaspettata: il militare venne infatti trasferito dal comando provinciale dove lavorava ad una piccola stazione. Per fortuna la vicenda si è chiusa con una conciliazione tra le parti davanti al giudice del tribunale del Lavoro, Giuseppe Tango, ed il carabiniere-sindacalista è tornato al suo posto. A riportare la notizia è PalermoToay con un articolo a firma di Sandra Figliuolo.

Era stato proprio il Sim (Sindacato militare italiano Carabinieri) a portare il comando regionale dei carabinieri ed il ministero della Difesa davanti al giudice era stato proprio il Sim, ritenendo che con quella richiesta Sortino voleva semplicemente tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori e che dunque stava svolgendo un'attività prettamente sindacale e legittima.

Non c'è stato però bisogno di entrare nel merito della questione - e questo a tutto vantaggio di una giustizia già in affanno – perché davanti al tribunale del Lavoro i vertici dell'Arma e il ministero hanno deciso di aprire un dialogo e di fare marcia indietro sul trasferimento. Per la conciliazione, che ha chiuso definitivamente la controversia, hanno espresso soddisfazione tutti i componenti del Sim, in particolare il segretario generale nazionale, Antonio Serpi, e il segretario generale regionale, Maurizio Mastrosimone, che hanno sostenuto Sortino in tutte le fasi del procedimento.

Fonte: PalermoToday →
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