Venerdì, 26 Febbraio 2021
La storia / Catania

Ritrovata la gavetta di un soldato morto in Germania: dopo 77 anni la famiglia riavrà l’ultimo ricordo di Carmelo La Rosa

Due cercatori di cimeli olandesi hanno ritrovato l’oggetto, con inciso il suo nome, in un campo di prigionia tedesco e grazie a CataniaToday è stato possibile rintracciare i familiari di Carmelo La Rosa. La sua storia e il racconto della nipote

Per quasi 80 anni è rimasta sepolta nel fango, l’ultima testimonianza di un giovane soldato italiano morto in un campo di prigionia tedesca nel 1944. Ora i familiari di Carmelo La Rosa, potranno riavere la gavetta su cui il 22enne incise il proprio nome sapendo che ormai la propria vita era alla fine e che è stata scoperta da due ricercatori di cimeli storici olandesi, armati di metal detector. Gli autori della scoperta si sono rivolti al quotidiano online CataniaToday per rintracciare la famiglia del giovane soldato. E così è stato. La notizia del ritrovamento è stata data dal gruppo di ricerca storica “Ww2 Tuscany Hunters”, con base in Toscana.

Nato nel capoluogo etneo l’11 maggio 1922, Carmelo La Rosa ha prestato servizio nel 31esimo reggimento fanteria durante la seconda Guerra Mondiale, per poi essere catturato nel 1943 sull’Isola d’Elba. Detenuto nello ‘Stalag VI-C’, un campo di prigionia tedesco vicino Oberlangen, La Rosa è morto il 4 maggio 1944, malato e debilitato, un anno prima che dell’arrivo delle truppe canadesi. In quel campo persero la vita molti altri soldati italiani, insieme a migliaia di soldati dell’armata russa, dell’esercito belga e jugoslavo, tra lavori forzati, freddo e fame. Incidere il proprio nome sulle gavette e sui pochi altri oggetti che rappresentavano gli unici effetti personali ammessi nel campo di prigioniera era una prassi comune in quel periodo, un modo per lasciare un segno della propria presenza. 

Carmelo La Rosa, morto in un campo di prigionia tedesco a soli 22 anni 

Sepolto inizialmente nel cimitero cattolico di Velbert, dopo la guerra i resti di Carmelo La Rosa furono trasferiti nel cimitero militare italiano d’onore ad Amburgo. Nessuno della sua famiglia poté partecipare al suo funerale né pregare sulla sua tomba. “A quel tempo partirono in guerra i due maschi della nostra famiglia, mentre un terzo fratello restò a casa perché malato di cuore, morendo poi giovane", ha raccontato a CataniaToday Carmela La Rosa, la nipote del soldato morto in Germania.

La notizia della morte del soldato La Rosa fu comunicata alla famiglia molto tempo dopo. Secondo i documenti ufficiali, accuratamente interpretati dal genealogista Sascha Di Bartolo, solamente nel 1951 fu stilato un rapporto ufficiale sulla morte con le indicazioni circa il luogo di sepoltura. La salma venne sepolta dopo un funerale, tenutosi il 6 maggio del 1944, nel cimitero cattolico di Velbert: corridoio 1, campo 6, tomba numero 91; poi nel dopoguerra il trasferimento ad Amburgo, dove si trova tuttora.

"A quel tempo la nostra famiglia era alle prese con le estreme difficoltà del periodo bellico e nessuno ebbe le risorse per affrontare il viaggio. I suoi genitori pertanto non poterono mai piangere sulla tomba del figlio - ha ricordato la nipote del soldato - Carmelo La Rosa faceva il panettiere come il padre in un panificio di Barriera, a Catania. Mi ricordo i racconti riferiti a quegli anni bui, in cui la fame era tanta e bisognava uscire la notte per trovare qualcosa da mangiare in giro”. 

Fonte: CataniaToday →
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