Applausi per Carola Rackete all'Europarlamento, ma lei attacca: "Noi e l'Italia lasciati soli"

Il discorso durissimo della capitana durante l'audizione all'Europarlamento. Per Salvini quegli applausi sono "un'offesa" all'Italia

"Dove eravate quando noi eravamo lì a chiedere aiuto". Sono le durissime parole di Carola Rackete davanti alla commissione libertà civili dell'Europarlamento, dove è stata invitata a parlare su proposta dei gruppi Sinistra Gue e Verdi proprio nel giorno in cui si ricorda la strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013.

"Nessuna esperienza è stata così brutta come trovarsi a bordo della Sea Watch 3 con quei migranti che nessuno voleva", ha detto la capitana nel corso dell'audizione, ripercorrendo i mesi scorsi che l'hanno vista protagonista, a partire dall'atto di disobbedienza alle autorità italiane, che le ha dato "molta attenzione non voluta, inviti e premi da parte di diversi Paesi europei ed istituzioni". Quegli stessi Paesi che oggi la applaudiscono – il suo discorso è stato infatti interrotto più volte dagli applausi degli eurodeputati – ma che lei accusa di essere rimasti inerti davanti al bisogno.

Per l'ex ministro degli Interni Matteo Salvini gli applausi tributati a Rackete sono "un'offesa" all'Italia. "Provo pena, imbarazzo e vergogna per chi ha applaudito Carola Rackete a Bruxelles", ha detto.

Carola Rackete ammette: "L'Italia è stata lasciata sola"

Eppure, ricorda Tommaso Lecca su EuropaToday, Carola Rackete ha riconosciuto davanti all'Europarlamento che "l'Italia e gli altri Paesi del fronte Sud sono stati lasciati soli" gestire "il flusso di migranti negli ultimi anni". La capitana si è scagliata anche contro gli aiuti dell'Europa alla Guardia costiera libica". Bisogna "porre fine a qualsiasi cooperazione, poiché sappiamo che lì vi sono violazioni dei diritti umani”, ha detto, riferendosi ai campi di detenzione dove vengono portati i migranti che tentano la traversata. Parte del problema sono anche “gli Stati Ue che sostengono diversi gruppi nella guerra civile in Libia, aggravando la situazione” e chiede, a margine dell’audizione, che “siano resi pubblici i dettagli del coinvolgimento dei Paesi europei”.

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Nel Mediterraneo cambierà qualcosa "solo se l'Ue agirà"

Parlando al bar della sala stampa con i giornalisti accorsi numerosi, nonostante le audizioni in Parlamento dei commissari designati in corso, l’attivista ha sottolineato che nel Mediterraneo cambierà qualcosa “solo se l'Ue agirà”. “Il nuovo Governo italiano - precisa Rackete - è sotto pressione”. Un possibile alleggerimento di responsabilità potrà avvenire, conclude Rackete “solo se, una volta per tutte, gli Stati membri dell'Ue mostreranno solidarietà trovando soluzioni europee”.

Fonte: EuropaToday →

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