Lunedì, 14 Giugno 2021

Casamonica, la figlia da Vespa: "Mio padre era un buono, come Papa Wojtyla"

RomaToday fa la cronaca della trasmissione di cui tutti parlano oggi

Molti telespettatori sono rimasti sorpresi, a dir poco. I Casamonica ospiti a Porta a Porta. Dopo il funerale che tanto e tanti ha fatto discutere, la chiacchierata famiglia si prende di nuovo le scene grazie all'ospitata alla trasmissione di Bruno Vespa. La puntata era intitolata 'Perchè quel funerale da padrino?'. Per circa sessanta minuti Vera Casamonica, figlia di Vittorio, ha "tenuto il palcoscenico" attaccando tutti. RomaToday fa la cronaca di una serata di cui tutti parlano oggi a Roma.

"Sono qui per difendere mio padre, per dire che non era un delinquente. Le mele marce sono ovunque e se uno ha sbagliato paga. Siamo più di mille ed ognuno risponde per se". Una litania, quella della signora Vera, amplificata dall'avvocato di famiglia che presenta foto e snocciola casellari giudiziari dove non compare traccia di droga. Così la foto che ritrae Vittorio come un Papa è in realtà un innocente scatto con un nipote. Le accuse? C'è solo un caso di estorsione, racconta il legale. "E poi sì - ammette l'avvocato - certamente non vi è dubbio che Vittorio fosse un evasore". 

Bruno Vespa chiedeva conto delle accuse di assegni a vuoto e Vera risponde: "Colpa dei direttori delle banche...". Ma come è nata la fortuna del defunto Vittorio? "Era amante dei motori. Nonno e nonna erano grandi commercianti di macchine e non ci sta niente di male se l'aiutavano i genitori. I soldi per noi erano puliti", spiega la figlia alla quale viene in soccorso l'avvocato. "Tanti vip e pezzi grossi hanno comprato auto di lusso da lui. Grazie a quei soldi è riuscito a fare la dolce vita". 

Dolce vita ricordata con orgoglio anche dalla figlia Vera. E sui legami con Nicoletti l'avvocato spiega: "Da lui ha comprato un autosalone ad Anagnina". Sui funerali torna la figlia Vera. "Lo rifarei tale e quale. È la nostra cultura. Li abbiamo sempre fatti così a tutti, ho le foto. Il prete non c'entra nulla. A Don Bosco abbiamo celebrato battesimi, matrimoni, comunioni e nessuno ha mai detto nulla. Ora che fate, volete vietarcelo? Il Re di Roma? È il re dei nostri cuori, nessun messaggio mafioso. Per noi lui era un Re. Lui era un papà buono, assomigliava al Papa buono, che era Wojtyla".

Fonte: RomaToday →
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