Domenica, 16 Maggio 2021

Cassa Integrazione: 280 euro in meno per sei milioni di lavoratori

L’ultimo pasticcio sulla Cig rischia di costare fino a 280 euro ai lavoratori che al 25 marzo avevano esaurito le 12 settimane di cassa integrazione con causale Covid previste dalla legge di Bilancio

Un pasticcio sulla Cassa Integrazione Guadagni rischia di costare fino 280 euro ai lavoratori che il 25 marzo avevano esaurito le 12 settimane di Cassa Integrazione con causale Covid-19 previste dalla Legge di Bilancio. A parlarne oggi è il Messaggero, che spiega come le ulteriori 13 settimane di Cig introdotte dal Decreto Sostegni sono fruibili dal primo aprile. 

La perdita dipende dal numero di giorni lavorativi rimasti effettivamente scoperti ed è compresa tra i 110 e i 280 euro secondo i calcoli del consigliere nazionale di Unimpresa Giovanni Assi. L'associazione chiede al ministero del Lavoro di intervenire affinché il cortocircuito normativo venga sanato in sede di conversione in legge del decreto Sostegni. Se così sarà i lavoratori colpiti dalla sforbiciata avranno la possibilità di recuperare retroattivamente le somme andate perse. 

Con quali tempistiche? Nella migliore delle ipotesi i pagamenti relativi all’ultima settimana di marzo arriveranno a giugno, sempre a patto che la discrepanza tra i due periodi di cassa integrazione venga cancellata. Unimpresa aveva lanciato l’allarme già alla fine di marzo, avvisando il governo del buco venutosi a creare per effetto del meccanismo normativo che disciplina l’ammortizzatore sociale.

L’ultima legge di Bilancio ha esteso la cassa Covid per 12 settimane a partire dal 1 gennaio e fino al 25 marzo, mentre il decreto Sostegni prevede 13 settimane aggiuntive di Cig per tutte le aziende e 28 settimane per quelle non coperte da cassa integrazione ordinaria con decorrenza però dal primo aprile. Insomma si è verificato una sorta di blackout e così in molti sono rimasti privi di tutele dal 25 al 31 marzo. Non tutti, ma una buona parte sì. E questi hanno visto alleggerita la busta paga di marzo. 

Dall’Inps, che riveste il ruolo di agente erogatore, fanno sapere che una volta sistemata la norma si potrà procedere con il versamento retroattivo dei mancati guadagni di marzo. Ma dal ministero del Lavoro di Andrea Orlando, dove il problema è noto e si sta lavorando a una soluzione tampone, prendono tempo. Più passano i giorni però e più si riducono le possibilità per gli esclusi dalla Cig a marzo di essere rifondati entro l’inizio dell’estate.

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Fonte: Il Messaggero →
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