Domenica, 25 Luglio 2021

Veronica Panarello, c'è l'ok alla risonanza magnetica: "Malformazioni al cervello"

Francesco Villardita, legale della donna accusata dell'omicidio del figlio, parla di una "tecnica utile a verificare la conformazione del cervello e per capire se ci sono malformazioni congenite"

Veronica Panarello

Nel corso dei prossimi giorni (la data precisa non è stata ancora decisa) Veronica Panarello sarà sottoposta ad una risonanza magnetica al cervello in una clinica di Catania. La donna è in carcere, accusata di avere strangolato il figlio Loris Stival di 8 anni.L’obiettivo della difesa è dimostrare che la giovane non è pienamente capace di intendere e di volere, e quindi non processabile. La notizia ormai è ufficiale: Veronica Panarello si sottoporrà ad una risonanza magnetica alla testa. Francesco Villardita, legale della donna, parla di una "tecnica utile a verificare la conformazione del cervello e per capire se ci sono malformazioni congenite".

La prossima udienza slitterà al mese di giugno perché non c'è ancora stato il deposito della perizia psichiatrica, per la quale c'è ancora circa un mese di tempo: "Una certa sintomatologia pregressa e una certa anomalia comportamentale è stata già rilevata. Ha avuto un passato difficile e complesso, i medici di Barcellona Pozzo di Gotto hanno stabilito che la Panarello ha un disturbo di personalità" dice il suo avvocato.

"No, le condizioni psicologiche non possono essere riscontrate con la risonanza magnetica nucleare. Se fosse possibile, qualsiasi persona che commette un reato potrebbe essere condannata o scagionata sottoponendola a un semplice esame medico-diagnostico. Gli studi in questo campo non hanno una loro attendibilità scientifica. Mirano ad accertare la funzionalità del cervello, ma non possono allo stesso modo sta bilire le decisioni che la persona ha preso o prenderà. La capacità di intendere di una persona e le sue funzioni cerebrali non sono correlate. Con la risonanza magnetica si può riscontrare un problema fisico, come un tumore, ma non stabilire l’origine di un comportamento. La capacità di intendere e volere di un soggetto non dipende dalla forma del suo cervello!”. A pronunciare queste chiare e inequivocabili parole sul settimanale Giallo è Antonio Acerra, psichiatra e psicoterapeuta, direttore del Dipartimento di salute mentale dell’Asl di Avellino.

Fonte: Giallo →
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