Coronavirus, storico ristorante chiude con un necrologio: "Impossibile andare avanti"

A Desenzano del Garda chiude una nota trattoria. Il necrologio è appeso fuori dalla porta d’ingresso del locale, per annunciare la 'morte' de "Il Tagliere". Le parole di Vanni Grossi hanno fatto il giro dei social network

Si sentono "abbandonati", e non lo mandano a dire. A Desenzano del Garda chiude una nota trattoria. Il necrologio è appeso fuori dalla porta d’ingresso del locale, per annunciare la 'morte' de "Il Tagliere": "Annunciamo con dolore che la trattoria Il Tagliere, di anni 6, non ce l’ha fatta a superare il Covid 19.  La famiglia ringrazia tutte le autorità  di competenza per averla obbligata all’eutanasia".

Le parole di Vanni Grossi hanno fatto il giro dei social network: "Sono un ristoratore, non ho fatto altro nella vita e ora rischio di finire in mezzo a una strada". Lui tra quei tavoli ci è cresciuto: i genitori di Vanni Grossi gestiscono infatti un ristorante nel Rodigino da quando lui aveva 8 anni. 

“Volevo denunciare pubblicamente quello che è successo a me, ma sono sicuro anche ad altre centinaia di ristoratori in Lombardia, magari riesco a salvare l’attività di qualche collega”, spiega a BresciaToday il 48enne di origine veneta.

La chiusura per l'emergenza coronavirus è stata pesantissima, e la mancanza di aiuti economici di qualsiasi tipo ha fatto il resto. Le prospettive di guadagno sono così risicate che non ha avuto altra scelta che consegnare le chiavi del locale al proprietario dei muri: "Finora me la sono sempre cavata, non avevo debiti, ma nemmeno grosse cifre accantonate. Ho chiesto che venisse sospeso l’affitto (ben 2000 mila euro al mese) durante l’emergenza, o di dilazionare i pagamenti, ma la proprietaria non me lo ha concesso. Mi ha fatto capire che se non pagavo nei tempi dovuti dovevo andarmene".

"Per riaprire secondo le norme del nuovo decreto dovrei sacrificare oltre la metà dei posti coperti, passando da 40 a 12. Inoltre, regna la confusione sulle misure da adottare. Per esempio non è stato chiarito come funziona la questione dei bagni: se davvero vanno sanificati ogni volta che entra un cliente, dovrei assumere una persona solo per quello e sarebbe impossibile".

Non è questione di "guadagnare poco". In tanti da nord a sud si sono messi l'anima in pace, è chiaro che il fatturato del 2020 non sarà quello degli anni passati. Ma come nota Grossi oggi come oggi non sarebbe possibile nemmeno "pagare le bollette, l’affitto e gli stipendi dei due dipendenti". Le ha provate tutte Vanni: ha chiesto un finanziamento in banca, ma non gli è stato concesso. Dure le parole di Grossi contro l'amministrazione comunale.

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"Ho investito 200mila euro a Desenzano e tutti mi conoscono - racconta -  ma nessuno, né il sindaco né l’assessore al turismo, mi ha contattato. Non solo non mi hanno mai fatto una telefonata, ma non hanno mai risposto. Sono molto arrabbiato con l’amministrazione comunale che dovrebbe sostenere e rispettare chi, come me, ha contribuito a rendere attraente la cittadina."

Fonte: BresciaToday →

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