Giovedì, 17 Giugno 2021
La scoperta straordinaria / Latina

Resti umani di 100mila anni fa al Circeo: "Una scoperta di cui parlerà tutto il mondo"

Trovati reperti fossili di nove uomini di Neanderthal nella Grotta Guattari. Oltre a iene anche resti di elefante, rinoceronte, orso delle caverne e dell’uro, un grande bovino oggi estinto

Le immagini dentro la grotta Guattari

Cercavano riparo in una grotta per scaldarsi, dormire, ma anche per difendersi dall'agguato delle bestie feroci e affilare le armi con le quali torneranno a cacciare. Un viaggio nel tempo lungo oltre 100 mila anni quello che stanno facendo archeologi, paleontologi, antropologi, archeobotanici che da ottobre 2020 sono impegnati nella Grotta Guattari al Circeo (Latina) in una nuova campagna di scavo condotta dalla soprintendenza archeologica delle province di Latina e Frosinone in collaborazione con l'Università di Tor Vergata.

Ritrovati al Circeo i resti di nove uomini Neanderthal

A oltre ottant'anni dalla scoperta della grotta sono venuti alla luce nuovi rinvenimenti fondamentali per lo studio dell'uomo di Neanderthal e del suo comportamento. I reperti fossili attribuibili a 9 individui di uomo di Neanderthal sono databili tra i 50mila e i 68mila anni fa. Un reperto ancor più antico riporterebbe la storia indietro a quasi 100mila anni fa.

La nuova scoperta porta a undici il totale degli individui di cui sono rintracciabili i resti nella Grotta Guattari che si conferma così uno dei luoghi più significativi al Mondo per la storia dell'uomo di Neanderthal.

"Una scoperta straordinaria di cui parlerà tutto il mondo" spiega il Ministro della Cultura, Dario Franceschini.

"Permetterà di gettare una luce importante sulla storia del popolamento dell’Italia - incalza Mario Rubini, direttore del servizio di antropologia della SABAP per le province di Frosinone e Latina - L'uomo di Neanderthal è una tappa fondamentale dell'evoluzione umana, rappresenta il vertice di una specie ed è la prima società umana di cui possiamo parlare".

"Sono tutti individui adulti – ha rilevato Francesco Di Mario, funzionario archeologo della SABAP per le province di Frosinone e Latina e direttore dei lavori di scavo e fruizione della grotta Guattari – tranne uno forse in età giovanile. È una rappresentazione soddisfacente di una popolazione che doveva essere abbastanza numerosa in zona."

La caratteristica di questo luogo è quella di permettere un vero e proprio viaggio nel tempo: le condizioni di oggi sono sostanzialmente le stesse di 50 mila anni fa e la presenza di fossili rende la grotta un’eccezionale banca dati. I recenti scavi hanno restituito migliaia di reperti ossei animali che arricchiscono la ricostruzione del quadro faunistico, ambientale e climatico. Sono stati determinati oltre ad abbondanti resti di iena, diversi gruppi di mammiferi di grande taglia tra cui: l’uro, il grande bovino estinto, che risulta una delle specie prevalenti insieme al cervo nobile; ma anche i resti di rinoceronte, di elefante del cervo gigante (Megaloceros), dell’orso delle caverne, e cavalli selvatici.

La presenza di queste specie si accorda bene con l’età di circa 50 mila anni fa, quando la iena trascinava le prede nella tana usando la grotta come riparo e deposito di cibo. Molte delle ossa rinvenute mostrano infatti chiari segni di rosicchiamento.

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Fonte: Ministero della cultura →
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