Sabato, 8 Maggio 2021
Il filmato

Cosa c'è nel video di Ciro Grillo agli atti dell'indagine per stupro di gruppo a Tempio Pausania

Il filmato dura una ventina di secondi e coinvolge sia l'italo-norvegese S. J. che l'amica R.M. Dopo averlo visionato i magistrati hanno deciso di contestare l'accusa di violenza sessuale

Al centro dell'indagine per stupro di gruppo nei confronti di Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia c'è un video girato dal figlio del fondatore e garante del MoVimento 5 Stelle in cui sono ritratti i quattro amici in vacanza in Costa Smeralda con le due ragazze, ovvero Silvia e Roberta (nomi di fantasia). 

Il filmato è considerato più significativo degli altri perché riprenderebbe la violenza di gruppo. È stato girato dagli stessi ragazzi mentre si alternavano con S. Per la Procura è un forte indizio. Per la difesa, al contrario, si tratterebbe della dimostrazione che il quartetto non aveva nulla da nascondere, essendo la ragazza consenziente. La ragazza è stata più volte ascoltata dagli inquirenti e ha raccontato, fin nei minimi particolari, quanto sarebbe accaduto nella villa in Costa Smeralda di proprietà della famiglia Grillo. Il 26 luglio, rientrata a Milano, si è presentata alla caserma dai carabinieri, ha denunciato la violenza e ha poi deciso di farsi visitare da un medico. Nel verbale ha accusato: erano quattro, io da sola, non potevo reagire. I quattro ragazzi hanno sempre negato le accuse sostenendo che fosse "sesso di gruppo consenziente".

Oggi Giancarlo Amadori su La Verità racconta cosa c'è nel video di Ciro Grillo. Il filmato dura una ventina di secondi e coinvolge sia l'italo-norvegese S. J. che l'amica R.M. 

C'è, invece, il filmato di poco più di venti secondi, in cui il presunto branco si avventa sulla preda e la possiede standole a cavalcioni. Anche contemporaneamente. «1 vs 3» scrive Capitta a un amico per vantarsi di quell'amplesso di gruppo. Una pratica, quella della gang bang, assai gettonata sui siti porno. Gli avvocati degli indagati puntano sul fatto che la ragazza in quel video non appaia passiva, ma che, come scritto nell'avviso di chiusura indagini, pratichi anche un rapporto orale e con una mano masturbi il giovane che in quel momenta sta girando il video.

La scena sarà sezionata nell'aula dove le difese, le parti civili e i pm dovranno convincere un giudice delle loro tesi contrapposte. Un'amica di Ciro Grillo, coetanea della presunta vittima, che nella trasmissione Non è l'Arena ha detto di aver visto il video e che la ragazza «stava al gioco», era «complice lì in mezzo a ragazzi seminudi». Concetto accentuato in un altro passaggio:

La Procura, dopo mesi di valutazione di quel video, passato al vaglio frame per frame, ha deciso, però, di contestare la violenza di gruppo. Per i magistrati quella ragazza cnon era in sé. Lo avrebbero certificato anche le psicologhe del Soccorso violenza sessuale e domestica, il centro antiviolenza della clinica Mangiagalli di Milano, dove è stata dirottata la ventenne dopo aver presentato denuncia davanti ai carabinieri. 

Fonte: La Verità →
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