Lunedì, 17 Maggio 2021

La scuola che chiude dopo sei ore e manda 42 studenti in quarantena

Succede a Cisliano in provincia di Milano. La madre e il padre dei due bimbi hanno scoperto di avere il coronavirus dopo un tampone all'ospedale di Magenta

(immagine di repertorio)

La storia la racconta oggi Repubblica e parte da M. e T., due fratelli di 12 e 13 anni che frequentano la scuola media Erasmo da Rotterdam. I genitori abitano a Cisliano, che si trova in provincia di Milano. La madre e il padre dei due bimbi hanno scoperto di avere il coronavirus dopo un tampone all'ospedale di Magenta. Per questo M. avverte l'insegnante di matematica, che contatta il preside il quale telefona a sua volta al vicesindaco Domenico Schiavini: 

«Non che fossimo l’unico caso in Italia, ma da noi è arrivato dopo solo sei ore di lezione». Già. La prof di matematica espone la situazione alla collega di lettere (che insegna nella classe dell’altro fratello). «All’inizio si è creato un po’ di subbuglio», raccontano. Il protocollo prevede che la scuola debba subito informare l’Ats. E dunque: il preside Giorgi si interfaccia con le autorità sanitarie. Ma intanto, d’accordo con il sindaco Luca Durè, decide in autonomia. Opta per l’isolamento di quarantadue ragazzi.

«Ho fatto mettere l’avviso sul registro elettronico — spiega — . E con i rappresentanti di classe è partito il passaparola telefonico». In pratica: per evitare che le due classi potessero trasformarsi in un focolaio, è stata ripristinata la didattica a distanza. Un brusco ritorno alle modalità scolastiche del lockdown. Ma veniamo a M. e T. Sono asintomatici. Ma fino a ieri mattina non erano stati tamponati. Il che, va detto, solleva un dubbio: perché, dopo la scoperta di due genitori positivi, Ats non ha sottoposto a tampone anche i due figli? Formalmente, sono “contatti stretti”. E “contatti stretti”, a loro volta, sono (per M. e T.) anche i compagni di classe. Ieri pomeriggio il Comune di Cisliano ha fatto fare (a proprie spese) l’esame ai due ragazzi in un laboratorio privato. «Non potevamo aspettare», dice il sindaco. Il tema adesso è il risultato. «Se sono negativi, mentre loro finiscono la quarantena precauzionale le due classi possono rientrare. Se invece sono positivi, anche tutti i compagni devono a loro volta continuare le lezioni da casa».

All’Erasmo da Rotterdam la campanella è tornata a suonare il 10 settembre. Pensare che la ripartenza era stata preparata a lungo. 

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