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Lunedì, 24 Gennaio 2022

Colossi del web uniti contro la pedofilia sul web: sarà creato un database comune

Facebook, Microsoft, Google, Twitter ed almeno tre altre grandi aziende - scrive sulla base delle rivelazioni di fonti anonime il Times- hanno sottoscritto un piano (o stanno per farlo) per frenare la diffusione delle aberranti foto sui loro siti

I colossi di Internet uniti contro la pedofilia. Le grandi realtà del web hanno avviato una trattativa segreta per creare un sistema condiviso per eliminare la piaga delle immagini di abusi su bambini dal web.

Facebook, Microsoft, Google, Twitter ed almeno tre altre grandi aziende - scrive sulla base delle rivelazioni di fonti anonime il Times- hanno sottoscritto un piano (o stanno per farlo) per frenare la diffusione delle aberranti foto sui loro siti. Il progetto prevede la creazione di un unico database con le immagini "peggiori tra le peggiori" che sarà gestito da Thorn: Digital Defenders of Children, una fondazione a difesa dell'infanzia creata da due star di Hollywood, Ashton Kutcher e Demi Moore.

Si tratta di una vera novità negli sforzi per contrastare la pedofilia sul web: "L'obiettivo è ripulire questi orribili contenuti dalle piattaforme", ha spiegato il direttore esecutivo di Thor, Julie Cordua, e anche identificare le vittime. "Finora, le singole aziende hanno ognuna modalità autonome per identificare e cancellare le foto piu' terrificanti, ma per ragioni legali e tecniche, non hanno condiviso i particolari delle foto trovate: il nuovo programma prevede che ogni colosso di Internet condivida le sue proprie liste di immagini di abusi con un centro dati gestito da Thorn. Ogni azienda potrà avere accesso al database centrale, cosi' che se Facebook trova immagini esplicite sulle sue pagine, Google e Microsoft potranno subito evitare che appaiono ui propri siti".

Thorn è stata fondata da Kutcher e Demi Moore nel 2009, dopo che entrambi erano rimasti scioccati da un documentario sulla schiavitu' sessuale in Cambogia. Da allora la coppia ha divorziato, ma continua a lavorare insieme per la causa.

Fonte: The Times →
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