Venerdì, 6 Agosto 2021

"Comprò" una moglie in Arabia Saudita, per il Tribunale il matrimonio è valido

Al momento delle nozze lui versò un "donativo nuziale" di duemila dollari. Poco dopo si trasferì in Italia, dove il ministero degli Esteri aveva giudicato nullo il matrimonio

Immagine d'archivio

Quando Yusuf e Osman si sono sposati, il 21 febbraio del 2013, lui versò un "donativo nuziale" di 2mila dollari: una cosa normale secondo la Sharia (la legge islamica) ma non in Italia dove lui si era trasferito dopo le nozze.

Il consolato, infatti, negò il visto alla moglie in quanto il Ministero degli Esteri, insospettito da quel "versamento", giudicò nullo il matrimonio. Yusuf è ricorso ad un legale e il giudice della I sezione bis del Tribunale di Napoli gli ha dato ragione.

L’avvocato di Yusuf e Osman ha ora chiesto un risarcimento di 20 mila euro sostanzialmente per il danno subito dai due nel dover attendere il via libera al ricongiungimento.

Una decisione, quella del tribunale civile, che sta già facendo discutere. Scrive ad esempio Blitzquotidiano

Le nozze tra Yusuf  e Osman sono state secondo la tradizione islamica di fatto una transazione commerciale. Infatti l’uomo ha versato una cifra (duemila dollari) per acquisire la compagna. Nella transazione c’era un mediatore e garante e nella transazione è compreso il diritto di ripudio della donna da parte del maschio. Ora mettetela come vi pare ma riconoscere queste nozze come valide in Italia sarà anche giuridicamente sostenibile ma è civilmente inaccettabile. 
 

Fonte: Blitzquotidiano.it →
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