Martedì, 27 Luglio 2021

Fa l'amore con sua moglie e poi la uccide con 29 coltellate: "Nessuna crudeltà"

Il killer è stato condannato a 18 anni di carcere. Esclusa l'aggravante della crudeltà

La vittima, il killer e l'arma del delitto

L'aveva massacrata con ventinove coltellate dopo aver fatto l'amore con lei. Poi, lasciandola in un lago di sangue in casa, era andato in giro per il quartiere per costruirsi un alibi. Quindi, quasi cinque ore dopo il delitto, aveva dato l'allarme, fingendo di aver trovato lì il cadavere della donna che amava. Per il gup di Milano non ci fu "crudeltà" nelle azioni di Luigi Messina, l'ex guardia giurata di cinquantatré anni che lo scorso 15 gennaio ha ammazzato sua moglie Rosanna Belvisi - di tre anni più giovane - nel loro appartamento di via Coronelli a Milano.

Il giudice, racconta Andrea Gianni su Il Giorno, ha condannato il killer a diciotto anni - il pm ne aveva chiesti trenta per omicidio volontario - e ha escluso l'aggravante della crudeltà. Nella sentenza, infatti, si legge che la "consecuzione ossessiva dei colpi" è il risultato di "un raptus e di una deflagrazione emotiva incontrollabile, piuttosto che la realizzazione di un deliberato intento di arrecare sofferenze aggiuntive alla propria consorte". Quindi, ecco il passaggio fondamentale della motivazione della condanna: 

"L’aggravante dell’aver agito con crudeltà non può ravvisarsi nella mera reiterazione dei colpi di coltello inferti alla vittima se tale azione non trasmoda in una manifestazione di efferatezza". 

Fonte: MilanoToday →
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