Domenica, 9 Maggio 2021

Consip, Marco Lillo: “Su Woodcock e Sciarelli i pm hanno preso un granchio. Mi sentano”

Il giornalista del Fatto Quotidiano autore degli scoop su Lotti e Renzi interviene dopo che la procura di Roma ha indagato il magistrato napoletano e la conduttrice di Chi l'ha Visto per rivelazione di segreto: "Sono innocenti e la Procura si è sbagliata"

Federica Sciarelli è stata indagata per rivelazione di segreto in concorso con il magistrato Henry John Woodcock, per la fuga di notizie realizzata con l’articolo del Fatto Quotidiano che svelava l’inchiesta Consip il 21 dicembre 2016. 

"Federica ha subito anche il sequestro del suo telefonino. Io posso testimoniare, per quello che vale la mia parola e la mia credibilità, che in questo caso la Procura di Roma ha sbagliato". Lo scrive Marco Lillo.

La tesi dell’accusa è fondata, da quel che si legge, su un tabulato telefonico del mio cellulare. Ebbene, Woodcock e Sciarelli sono innocenti e la Procura si è sbagliata. Le telefonate in questione dovrebbero essere quelle fatte da me il 20 dicembre. Quel giorno ho scritto il primo articolo sulle perquisizioni in Consip e sul ruolo di Tiziano Renzi nell’inchiesta, articolo uscito sull’edizione cartacea del 21 dicembre (“L’amico di Tiziano, il Giglio Magico e la gara da 2,7 mld“).  Dopo avere ricevuto (con altra modalità che ovviamente tengo per me) le notizie sul pezzo, ho chiamato Federica Sciarelli solo per sapere dove si trovasse Henry John Woodcock. Non è un mistero che il pm Woodcock e Federica Sciarelli siano legati sentimentalmente.

Il magistrato non solo non avrebbe rivelato nulla ma con tutta probabilità ha mentito alla persona a lui più vicina per tutelare l’indagine.

Il mio obiettivo era sapere se Henry John Woodcock fosse a Roma perché sarebbe stato un riscontro alla notizia, da me già ottenuta ma che volevo ulteriormente verificare: cioè che fosse in corso una perquisizione alla Consip. Non dissi a Federica perché volevo sapere dove fosse Woodcock e lei, solo per cortesia, mi disse una cosa tipo: “Marco se lo sento ti richiamo e ti dico”. Poi mi richiamò e mi disse una frase tipo: “Marco alla fine l’ho sentito e mi ha detto che non sta a Roma. Aveva un tono sbrigativo e ha attaccato”. Il giorno dopo, letto quello che avevo scritto, sempre al telefono Federica ha commentato con me ridendo: “Vedi come fa? Quello mi dice un sacco di cazzate quando deve coprire il segreto su una sua indagine”. 

Fonte: Il Fatto Quotidiano →
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