Martedì, 2 Marzo 2021
Roma

Troppi morti a Roma, le bare nei container per conservare il pesce

L’incremento dei decessi ha costretto il direttore del cimitero di Prima Porta a noleggiare dieci container frigo per conservare i feretri in condizioni adeguati in attesa della cremazione.

L'iconica immagine delle bare di Bergamo durante la prima ondata

Impennata di decessi a Roma dove - complice anche la seconda ondata della pandemia - si registrano il 24% in più di denunce di morte a ottobre e addirittura +61% a novembre secondo un articolo pubblicato oggi da Il Messaggero. Fino all’estate la Capitale sembrava scampata al risvolto più nefasto e crudele del virus, ma dalla fine di agosto la curva ha iniziato spaventosamente a crescere. E ora i cimiteri capitolini sarebbero in difficoltà perché non avrebbero abbastanza spazi per sistemare le spoglie che aspettano di essere cremate.

Un’attesa che può durare due, tre settimane. Mentre i parenti per riavere indietro le urne devono pazientare anche due mesi e oltre.

Per garantire lo svolgimento del servizio di cremazione con adeguato "stoccaggio" dei feretri in attesa in condizioni igienico sanitarie idonee, sarebbero stati noleggiati 10 container refrigerati da posizionare nelle aree annesse all’impianto crematorio fino a maggio del 2021.

L'appalto affidato a una ditta specializzata in container refrigerati utilizzati per conservare il pesce. Ma la situazione non è isolata: come a Roma ai container hanno dovuto far ricorso anche altre città, come in Veneto a Verona dove sono stati collocati nel cimitero monumentale.

Fonte: Ilmessaggero.it →
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