Venerdì, 14 Maggio 2021

Giuseppe Conte prepara la causa a Casaleggio

L'ex presidente del Consiglio pensa a portare il figlio del co-fondatore M5s e l'Associazione Rousseau davanti a un giudice. Nel mirino le richieste di soldi del figlio del fondatore

Giuseppe Conte è fermo sul progetto del nuovo Statuto del MoVimento 5 Stelle e del nuovo codice etico, che dovrebbe essere presentato dopo Pasqua. Il motivo ha un nome e cognome: Davide Casaleggio. Il presidente dell'Associazione Rousseau e figlio del co-fondatore del M5s Gianroberto, ha deciso che prima di indire altre votazioni online gli eletti M5s dovranno pagare gli arretrati dovuti alla piattaforma: si parla di 450mila euro. La Stampa, in un articolo di Federico Capurso, fa sapere che Conte si è riunito con alcuni giuristi, ha ottenuto il via libera dai vertici grillini e ha iniziato a preparare le carte per portare in tribunale l’associazione:

Intentare causa a Casaleggio è il tipo di strappo sanguinoso che Beppe Grillo e lo stesso Conte volevano assolutamente evitare. Tutti i tentativi di accordo, però, sono falliti. La proposta avanzata dal capo politico Vito Crimi non è stata nemmeno ascoltata, perché Casaleggio – raccontano – riterrebbe scaduto da dicembre il mandato del reggente. Dunque, non avrebbe nessun titolo per trattare.

La trattativa sul contratto di servizio però non è andata a buon punto. Per questo Casaleggio dovrà essere portato davanti a un giudice. Lui ha dalla sua l'articolo 1460 del codice civile: "Nei contratti con prestazioni corrispettive – si legge – ciascuno dei contraenti può rifiutarsi di adempiere la sua obbligazione, se l’altro non adempie la propria" Senza essere pagato, dunque, Casaleggio può rifiutarsi di attivare il voto su Rousseau.

Nessun contratto, però, è stato mai firmato tra l’associazione Rousseau e i Cinque stelle – è il ragionamento fatto con Conte – Si tratterebbe dunque di un “contratto di fatto”, ma «in mancanza di un perimetro chiaro di diritti e doveri reciproci, non si può inibire la vita associativa del partito a fronte di una non argomentata e non fondata pretesa economica».

L’impegno a versare all’associazione Rousseau 300 euro mensili, che ogni eletto del Movimento sottoscrive al momento della candidatura, è infatti «un patto che l’eletto stringe con il Movimento, non con l’associazione Rousseau». Si vuole ottenere un procedimento cautelare d'urgenza per sbloccare le votazioni in attesa del primo grado di giudizio. Intanto il M5s si apre anche un proprio conto corrente. 

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Fonte: La Stampa →
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