Giovedì, 16 Settembre 2021

Financial Times: "Conte collegato a fondo di investimento indagato dal Vaticano"

Secondo quanto scrive il Financial Times, Giuseppe Conte avrebbe prestato consulenza legale per un fondo di investimento sostenuto dal Vaticano al centro di un'indagine per corruzione

A quanto si apprende il premier Giuseppe Conte è "tranquillissimo" in merito a quanto pubblicato dal Financial Times su un fondo di investimento sostenuto dal Vaticano al centro di un'indagine sulla corruzione finanziaria e legato all'attività professionale di Conte prima che diventasse presidente del Consiglio.

In merito all'articolo apparso sul 'Financial Times', una nota della presidenza del Consiglio precisa quanto segue:

"Nei primi giorni del maggio 2018 l'allora avvocato Conte ha ricevuto dalla società Fiber 4.0 l'incarico di scrivere un parere pro veritate circa il possibile esercizio, da parte del governo, dei poteri di golden Power nei confronti della società Retelit. In quel momento, ovviamente, nessuno poteva immaginare che, poche settimane dopo, un governo presieduto dallo stesso Conte sarebbe stato chiamato a pronunciarsi proprio sulla specifica questione oggetto del parere".

"Per evitare ogni possibile conflitto di interesse -prosegue la nota- il presidente Conte si è astenuto anche formalmente da ogni decisione circa l'esercizio della golden Power. In particolare non ha preso parte al Consiglio dei Ministri del 7 giugno 2018 (nel corso del quale è stato deliberato l'esercizio dei poteri di golden Power), astenendosi formalmente e sostanzialmente da qualunque valutazione. Si fa presente che in quell'occasione il presidente conte era impegnato in Canada per il G7. Pertanto non esiste nessun conflitto di interesse, rischio questo che peraltro era già stato paventato all'epoca da alcuni quotidiani".

"La circostanza era stata già chiarita e, in particolare, era stato già chiarito che Conte non ha mai incontrato né conosciuto il sig. Mincione. Quanto ai nuovi fatti riferiti dal Financial Times si precisa che Conte ha reso solo un parere legale e non era a conoscenza e non era tenuto a conoscere il fatto che alcuni investitori facessero riferimento ad un fondo di investimento sostenuto dal Vaticano e oggi al centro di un'indagine".

Conte Financial Times: che cosa è successo

Alla chiusura delle urne in Umbria un'altra notizia ha raggiunto le prime pagine dei giornali. Secondo il quotidiano della City di Londra l'attuale presidente del consiglio italiano sarebbe coinvolto di una indagine che ci porta in Vaticano.

Come scrive il 'Financial Times' "Un fondo di investimento sostenuto dal Vaticano al centro di un'indagine sulla corruzione finanziaria era alla base di un gruppo di investitori che assunse Giuseppe Conte -ora primo ministro italiano- per lavorare su un accordo perseguito poche settimane prima che assumesse la carica".

"Il collegamento con Conte -prosegue l'articolo- rivelato in documenti esaminati dal Financial Times, probabilmente attirerà un ulteriore esame sull'attività finanziaria del Segretariato di Stato vaticano, la potente burocrazia centrale della Santa Sede, che è oggetto di un'indagine interna su transazioni finanziarie sospette".

Secondo quanto scrive il Financial Times, Giuseppe Conte avrebbe prestato consulenza legale.

"Conte era un accademico di Firenze poco conosciuto quando è stato assunto a maggio 2018 per fornire un parere legale a favore di Fiber 4.0, un gruppo di azionisti coinvolto in una lotta per il controllo di Retelit, una società italiana di telecomunicazioni lo scorso anno.

L'investitore principale in Fiber 4.0 è stato il Athena Global Opportunities Fund, finanziato interamente per 200 milioni di dollari dal Segretariato Vaticano e gestito e di proprietà di Raffaele Mincione, un finanziere italiano". 

Come scrive il foglio della City il fondo in quel periodo, "era impegnato in una battaglia per il controllo della compagnia di telecomunicazioni italiana Retelit, ricorda il Ft. Il fondo, tuttavia, non ne ottenne il controllo perché gli azionisti a Mincione, preferirono due investitori stranieri: la tedesca Shareholder Value Management e la compagnia di telecomunicazioni libica.

Conte, nel suo parere legale del 14 maggio, ottenuto dal Ft, scrisse che il "voto" degli azionisti "poteva essere annullato se Retelit fosse stata collocata sotto le regole del golden power, che permettono al governo italiano di stoppare il controllo straniero di compagnie considerati strategiche a a livello nazionale".

Tutto questo 15 giorni prima di essere nominato presidente del consiglio. Conte, come presidente del consiglio, applicò proprio la golden power su questo tema, benché, come chiarito dallo stesso Conte, non presenziò al Cdm.

Fonte: Financial Times →
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