Venerdì, 23 Aprile 2021

Conte: "Non sono pentito, rifarei tutto uguale"

In un colloquio con "La Stampa" il premier replica alle polemiche: "Non posso permettermi di seguire il sentiment dell'opinione pubblica"

Giuseppe Conte, ANSA

"Non sono pentito. Io ho una grande responsabilità nei confronti del Paese. Non posso permettermi di seguire il sentiment dell'opinione pubblica che pure comprendo nelle proprie emozioni. La bussola che guida l'azione e le scelte del governo sono le valutazioni che hanno e devono continuare ad avere una base scientifica. È mio dovere attenermi a questa".

Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un colloquio con 'La Stampa' risponde a chi lo ha criticato per il decreto sulla fase 2. "Tornassi indietro rifarei tutto uguale" afferma il premier. Che aggiunge: "Se un paziente solo, il famoso paziente uno, è riuscito a far esplodere un focolaio e a scatenare un contagio tale da obbligarci a chiudere l'intera Italia, riuscite a immaginare cosa potrebbe succedere con 100 mila casi positivi, quali sono quelli attualmente accertati?".

"Ai cittadini abbiamo voluto allentare un po', per andare incontro ai desideri comuni -  sottolinea ancora Conte -, evitando però una sensazione di liberi tutti e di trasformare la ritrovata libertà in una diffusore del contagio anche tra i familiari e gli amici. Anche per questo abbiamo mantenuto l'autocertificazione, con specifiche motivazioni. Proseguiremo per step, pronti a correzioni se vedremo la curva rialzarsi. Ricorreremo a nuove zone rosse se necessario".

Fonte: La Stampa →
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