"Nelle scuole controlli sui professori con le impronte digitali"

Il ministro dell'Istruzione Bussetti, intervistato da Repubblica, ha affermato di essere favorevole ai controlli a scuola, sebbene non creda che l'articolo del decreto in questione alla fine venga approvato

Foto Ansa

"Sono favorevole ai controlli digitali all'ingresso delle scuole, ma non per questioni di controllo sull'assenteismo, piuttosto per ragioni di sicurezza. Un ministero deve sapere chi c'è all'interno di un edificio di 1.200 persone. Credo, però, che alla fine l'articolo 2 del decreto non passerà: sono tutti contro". Lo afferma il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, in un'intervista a 'la Repubblica', sul via libera da parte della Commissione Affari costituzionali della Camera ai controlli sui dipendenti pubblici attraverso le impronte digitali e il riconoscimento dell'iride.

"Ddl concretezza": contro i furbetti del cartellino impronte digitali e controllo dellʼiride

Ma facciamo un passo indietro per capire. Ieri alla Camera c'è stato l'ok delle commissioni Affari costituzionali e Lavoro all'articolo 2 del ddl Concretezza, che prevede per i dipendenti pubblici di sostituire il cartellino con "sistemi di verifica biometrica dell'identità", quindi impronte digitali e controllo dell'iride, con l'obiettivo di contrastare l'assenteismo. Resta l'impiego contestuale, e non alternativo, di strumenti di video-sorveglianza, sempre per vigilare sugli accessi. Rimane "accantonato" l'emendamento sul divieto di utilizzo dei social network durante l'orario di lavoro.

"Si stanno studiando soluzioni per la scuola che tengano conto della specificità del lavoro e dell'orario del personale scolastico", continua Bussetti. Riguardo all'università e in particolare a Medicina, Bussetti sottolinea: "Abbiamo una carenza di medici e la necessità di reclutarne, è evidente. Dopo aver portato nei Dipartimenti di Medicina settecento persone in più su una platea di novemila e cento, il prossimo anno apriremo le porte ad altre duemila matricole. Sono il venti per cento in più".

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"Così abbiamo detto addio ai furbetti del tesserino grazie alle impronte digitali" 

Riguardo alla sua partecipazione al Congresso delle famiglie di Verona, Bussetti spiega: "A Verona non parlerò in nome della scuola. Non voglio mancare di rispetto a nessuno, ma se uno mi invita a partecipare a un convegno io accetto. Discuterò di come può essere migliorato il rapporto tra la scuola e la famiglia. Questo non significa sposare certe idee o discriminarne altre, potrei anche convincere qualcuno. Come Marco Bussetti ho una mia idea di famiglia e la tengo per me. La migliore situazione è quella dove i ragazzi si trovano bene e questo può avvenire anche in famiglie allargate".

Fonte: La Repubblica →

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