Mercoledì, 21 Aprile 2021

Coppia gay costretta a costruire un muro davanti casa per proteggersi: “Non è legittima difesa?”

Esasperati ed impauriti dai continui attacchi anonimi, Angelo e suo marito Andrea hanno fatto tirare su una recinzione per proteggere la loro casa, ma la costruzione è abusiva, dicono dal Comune

Immagine di repertorio

Per proteggersi dagli insulti, dagli atti intimidatori e dagli “sguardi cattivi della gente”, Angelo e suo marito Andrea si sono visti costretti ad erigere un muro alto due metri e lungo 41, in pannelli di lamiera d’acciaio color ruggine, per proteggere la loro casa e la loro privacy. Quel muro però è abusivo, come ha certificato l’ufficio edilizia privata del Comune di Grezzana (Verona).

Lo scorso 11 agosto, verso le due di notte qualcuno buttò della benzina contro la loro abitazione. Poi vennero le scritte contro gli omosessuali, le svastiche disegnate, le lettere anonime, invasioni in casa e persino un’aggressione in piazza Bra a Verona, come racconta Il Corriere della Sera.

Coppia gay costruisce un muro davanti casa per difendersi, ma è abusivo

Mentre su questi fatti indagano i carabinieri, Angelo e Andrea hanno deciso di proteggersi da soli costruendo quella recinzione, che non è solo una barriera fisica ma anche una protezione “psicologica”. Costruita sul terreno di casa loro, però, la recinzione non rispetta alcuni vincoli e per questo nei confronti della coppia è stato aperto un procedimento “per l’avvio di procedure sanzionatorie”. Intanto però gli atti persecutori continuano.

“Viviamo in gabbia”, dicono Angelo e Andrea guardando la recinzione che si sono visti costretti a tirare su. “È appena stata approvata la legittima difesa. Questa non è legittima difesa? O lo è solo quella delle armi? Noi viviamo nel terrore, abbiamo cercato una soluzione…”.

Il sindaco Arturo Alberti però ricorda a tutti l’importanza del rispetto delle leggi: “Ad altri che avevano regolarmente chiesto di fare lavoro simili a quello è stato detto di no. Loro non hanno neanche presentato la domanda. Adesso si tratta di trovare una soluzione per un’opera che al momento è abusiva. Sono pronto a incontrarli e disponibile a cercare con loro una via d’uscita, ovviamente nei limiti della legge”.

Fonte: Corriere del Veneto →
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