Giovedì, 26 Novembre 2020

Così Fontana ha disobbedito a Salvini sul coprifuoco in Lombardia

La decisione è stata presa in totale disaccordo con il leader della Lega. Che oggi getta acqua sul fuoco

Ieri Matteo Salvini ha pubblicamente esternato il suo dissenso nei confronti del coprifuoco in Lombardia. E i retroscena raccontano che abbia anche alzato la voce nella riunione con gli eletti lombardi e con il presidente della Regione Attilio Fontana. Il quale però per tutta risposta ha varato l'ordinanza sul coprifuoco e l'autocertificazione con multe da 400 a 3000 euro per chi viola le regole. E Carmelo Lopapa su Repubblica spiega oggi che la decisione è stata presa dal governatore in totale disaccordo con il leader della Lega:

Matteo Salvini non è stato informato in via preventiva del documento. «Voglio vederci chiaro», è sbottato infatti davanti alle telecamere. Raccontano che l’abbia presa malissimo. Dopo è andata anche peggio: quando ha chiesto conto e ragione a Fontana si è sentito rispondere che l’atto era solo formalmente della Regione, che la richiesta era stata formulata dai Comuni. Come dire, la sua firma da governatore era solo un «atto dovuto».

Non ha convinto il segretario federale. Rimasto col cerino in mano. Soprattutto perché è passata la vulgata di un suo tentativo di stoppare l’ordinanza e addirittura di voler interferire sul merito delle misure («A che titolo interviene? Vuole bloccare le restrizioni per fare propaganda», le accuse da Pd e M5S). «Non è così, non l’avrei fatto mai», spiegava ieri l’ex vicepremier ai suoi. Nei 90 minuti di video collegamento con i suoi in Lombardia, nel pomeriggio di martedì, al governatore, agli assessori e consiglieri aveva chiesto «maggiore coordinamento», questo sì. Non altro, giura.

Sta di fatto che dopo l’incidente delle ultime 48 ore dentro la Lega è sceso il gelo. Da Milano a Roma dirigenti e amministratori temono di assistere di nuovo al film già visto da marzo a giugno. Quando nei mesi più duri del lockdown il partito è stato strapazzato da una comunicazione del leader ondivaga quando non contraddittoria, sulla strategia per affrontare l’emergenza. Spesso culminata in cambi repentini di rotta (aprire i confini, anzi no chiuderli; riaprire tutte le attività, anzi chiudere le saracinesche; tutti a messa per Pasqua, meglio di no).

Non solo coprifuoco: ecco la doppia ordinanza firmata da Fontana

Fonte: La Repubblica →
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