Martedì, 13 Aprile 2021

Coronavirus, l'Ue aveva offerto aiuto agli Stati membri ma l’Italia era assente

Come risulta dai verbali, la Commissione europea il 31 gennaio aveva chiesto agli Stati membri se avessero problemi di stock su mascherine e materiale protettivo: solo 4 paesi avevano indicato potenziali necessità, l’Italia non aveva risposto alla chiamata

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con i ministri Roberto Speranza, e Luigi Di Maio, e il capo della protezione civile Angelo Borrelli, durante una riunione, Roma, 24 febbraio 2020.

Il 31 gennaio (occhio alla data, l'Italia aveva già dichiarato lo stato di emergenza) la Commissione europea ha chiesto agli Stati membri se avessero problemi di stock su mascherine e materiale protettivo. Solo quattro paesi avevano indicato potenziali necessità in caso di epidemia in Ue. L’Italia era assente come spiega, documenti alla mano, David Carretta, giornalista de Il Foglio.

Lo si legge nel verbale di una delle sei audioconferenze indette dal comitato europeo sulla sicurezza sanitaria. In particolare il 31 gennaio Wolfgang Philipp - capo unità per la gestione delle crisi - aveva osservato durante la riunione del Comitato sicurezza sanitaria come nessun paese avesse allora richiesto assistenza per ottenere dispositivi di protezione individuale. 

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Come si legge la Commissione Ue chiede agli Stati membri la situazione degli stock di mascherine e dispositivi di protezione individuale (PPE in inglese). Come risulta dal verbale di quella riunione mancava il rappresentante del governo italiano. 

Eppure il 31 gennaio era lo stesso giorno in cui il premier Giuseppe Conte proclamava lo stato di emergenza, nominava Angelo Borrelli commissario e si apprestava a chiudere i voli diretti con la Cina.

Ma ad ogni modo il rappresentate italiano non avrebbe saputo rispondere perché il piano pandemico nazionale non era stato aggiornato e il nostro paese si trovava a dover barcamenarsi con l'impossibilità di trovare il necessario stock di dispositivi di protezione individuale.

Secondo una recente intervista dell'ex ministro della salute Beatrice Lorenzin il piano pandemico sarebbe stato aggiornato nel 2018 e trasmesso alle Regioni, che poi lo dovevano effettuare secondo le linee guida. Resta da capire se i successori - Giulia Grillo e Roberto Speranza - abbiano avuto il tempo di controllare.

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L'episodio conferma quanto sostenuto nelle ultime settimane dai portavoce dell’esecutivo comunitario, ovvero che la Commissione Europea si fosse mossa per tempo per evitare rischi legati all’epidemia di coronavirus, mentre erano stati i Paesi membri a sottostimare il pericolo. 

Interrogati sull’assenza, i diplomatici italiani hanno rivelato ai giornalisti del Foglio di non aver ricevuto l’invito da parte della Commissione. Quest’ultima ha poi smentito tale informazione, sostenendo di aver informato il “membro italiano del Comitato per la sicurezza sanitaria” riguardo alla riunione. 

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Fonte: il foglio →
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