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Lunedì, 8 Agosto 2022

Coronavirus, 31 morti in una casa di riposo: anziani abbandonati dallo staff in fuga

Gli operatori avrebbero abbandonato la struttura quando si sono verificati dei contagi, lasciando soltanto due infermiere a gestire tutti i pazienti: il caso sconvolge il Canada

Le autorità canadesi hanno scoperto una residenza per anziani alla periferia di Montreal dove in meno di un mese sono morti 31 pazienti - 5 erano positivi al coronavirus - mentre il personale sanitario è fuggito quando si sono verificati i contagi, come scrive il New York Times, abbandonando a loro stessi gli anziani ospiti.

La vicenda è venuta a galla quando l’autorità sanitaria locale è intervenuta nella struttura, allarmata dalla carenza di personale e dalla diffusione del virus. I degenti erano in condizioni estreme: disidratati, sporchi, costretti a letto tra i propri escrementi, pressoché digiuni. Nella residenza per anziani Herron - una struttura privata da 150 posti letti - in quel momento c’erano soltanto due infermiere mentre il resto del personale se ne era andato in piena emergenza.

La polizia di Montreal, il ministero della salute del Quebec e l’ufficio provinciale del medico legale stanno indagando e sui corpi degli anziani deceduti sarà condotta l’autopsia, anche se alcuni cadaveri sarebbero in precedenza stati cremati e quindi sarà difficile stabilire quanti effettivamente avessero contratto il virus.

Il Quebec è la provincia canadese più colpita dal coronavirus, con 15.857 casi e 630 morti. Secondo funzionari sanitari, nelle case di riposo si sarebbero verificati circa la metà del totale dei decessi in Quebec.

Anziani abbandonati nella casa di riposo: il caso scuote il Canada

Il primo ministro del Quebec, François Legault, ha accusato i vertici della struttura di “grave negligenza”: il mese scorso la dirigenza sarebbe stata informata della presenza di un paziente positivo al Covid-19 e si sarebbe rifiutata di cooperare con le autorità sanitarie locali, costrette ad ottenere un ordinanza dal tribunale per poter intervenire e ritardando così l’operazione. La Herron è di proprietà di una società immobiliare, la Katasa, che possiede anche altre sei residenze per anziani. La Katasa ha rifiutato di commentare le accuse ma la figlia del presidente Samir Chowieri e lei stessa dirigente dell’azienda, Katherina Chowieri, le ha respinte e ha incolpato le autorità sanitarie del Quebec perché non avrebbero ascoltato le richieste d’aiuto arrivate dalla Herron e il personale abbandonava la struttura in mentre mancavano dispositivi di protezione.

I familiari dei pazienti ricoverati alla Herron hanno detto di aver avuto difficoltà quando hanno cercato di avere informazioni dalla struttura una volta venuti a conoscenza della presenza di casi positivi. Alcuni di loro hanno denunciato anche situazioni poco chiare in passato, con anziani abbandonati in condizioni di scarso igiene e attenzione nonostante una retta mensile molto alta. L’anno scorso un rapporto dei servizi sociali del Quebec aveva rilevato mancanze a parte della struttura nella gestione delle cure palliative. Secondo il New York Times, Samir Chowieri è stato condannato nel 1981 per traffico di droga e ha scontando una pena detentiva di circa 15 mesi, per poi essere condannato un anno dopo per frode. Nel 1994 una delle residenze per anziani di sua proprietà è stata oggetto di un’inchiesta antiriciclaggio da parte della polizia nazionale canadese e nel 2002 è stato multato per evasione fiscale. Un portavoce della compagnia ha dichiarato che nel 2014 il casellario giudiziale di Chowieri era stato “cancellato” per buona condotta.

Fonte: New York Times →
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