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Mercoledì, 1 Dicembre 2021

Coronavirus, la pasticciera che si alza alle 4 per regalare la colazione a medici e infermieri

Maria Blaj, titolare di un bar in via Mazzini a Bologna, tutte le mattine prima dell'alba si alza per andare a preparare biscotti e brioches da regalare agli operatori del pronto soccorso: "È il minimo". Le colazioni vengono consegnate seguendo tutte le norme di sicurezza

Le iniziative di solidarietà nell'Italia in lockdown per il coronavirus sono tantissime e tutte sarebbero meritevoli di essere raccontate. C'è, ad esempio, chi si alza alle 4 per regalare la colazione a medici e infermieri del pronto soccorso della sua citt, sottoposti a turni massacranti ormai da settimane.

E' una delle tante dimostrazioni di gratitudine, dei tanti gesti d'affetto e vicinanza per chi lavora negli ospedali, una piccola spinta a sanitari e operatori ad andare avanti. Maria Blaj, titolare di un bar in via Mazzini a Bologna, tutte le mattine prima dell'alba si alza per andare a preparare biscotti e brioches da regalare agli operatori del pronto soccorso dell'ospedale Sant'Orsola del capoluogo emiliano.

Coronavirus, Maria si alza ogni giorno alle 4 per preparare la colazione a medici e infermieri

"Dal giorno della chiusura totale vengo comunque in pasticceria e preparo la colazione per le persone che lavorano nel pronto soccorso del Sant'Orsola, e la faccio consegnare - racconta a BolognaToday - Sono chiusa al pubblico e i miei dipendenti sono tutti casa. Mi alzo ogni mattina alle 4 e lo faccio per loro, medici, infermieri e chiunque ne abbia bisogno perché credo sia il minimo da fare in questo momento. Considero queste persone straordinarie, meravigliose e hanno bisogno di tutti noi, e gli preparerò la colazione fino a quando riuscirò, fino a quando avrò le materie prime per farlo, anche perché non sappiamo se riapriremo il 25 marzo o meno".

"E' bene sottolineare che tutto quello che mando segue precise norme igienico-sanitarie, in accordo con il responsabile del pronto soccorso che ho contattato non appena è partita l'emergenza. Le mie colazioni, una cinquantina al giorno, vengono consumate dai tre turni che si danno il cambio, e consegnate tramite un esponente dell'assocazione Fanep. Resto nel locale più o meno fino alle otto, e quando ho finito chiudo tutto e torno a casa". 

Infine, un accorato appello: "Invito tutti i colleghi che hanno un'attività, se non l'hanno ancora fatto, a fare qualcosa di simile. Abbiamo tutti materie prime nei nostri locali, e invece di aspettare che scadano possiamo utilizzarli e cosegnarli negli ospedali, o a chi ne ha bisogno. Io continuerò fino a quando ne avrò le forze, e non posso dire altro che grazie a tutti coloro che lavorano nelle strutture ospedaliere. Vi siamo vicini, forza!". Uniti, ce la faremo.

Fonte: BolognaToday →
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