Giovedì, 25 Febbraio 2021
Un anno fa l'inizio del'incubo

La coppia cinese curata allo Spallanzani: “Oggi stiamo bene, vogliamo tornare in Italia”

“Apprezziamo molto tutto ciò che l'ospedale ha fatto per noi”, dicono Xiangming Liu e Yamin Hu: il 29 gennaio 2020 il loro ricovero a Roma, primi casi accertati di coronavirus nel nostro Paese

La coppia di coniugi cinesi, primo caso accertato in Italia di Covid-19 Coronavirus, durante il trasferimento, dopo essere guariti dal virus, dall'ospedale Spallanzani presso un altra struttura per la riabilitazione, Roma, 19 marzo 2020. ANSA/ANGELO CARCONI

Quasi un anno fa in Italia esplose la notizia dei primi due casi positivi al coronavirus: due turisti cinesi ricoverati in osservazione dal 29 gennaio all’Inmi Spallanzani di Roma. Erano stati soccorsi in un albergo del rione Monti, nel centro della capitale. Lui ingegnere biochimico e lei studiosa di scienze umanistiche, 66 e 65 anni, si trovavano in Italia per un tour turistico assieme a una comitiva di connazionali, messa in quarantena allo Spallanzani dopo il ricovero della coppia. 

Il 21 aprile, dopo aver fatto la riabilitazione tra marzo e aprile al San Filippo Neri di Roma, i due cittadini cinesi sono stati dimessi per tornare in Cina. A un anno dal loro ricovero, sono stati intervistati dall’Adnkronos Salute, grazie all’intermediazione della figlia.

Parla la coppia cinese curata allo Spallanzani: "Grati per l'assistenza ricevuta"

Le prime parole di Xiangming Liu e Yamin Hu sono state proprio per i medici italiani che li hanno curati: “Siamo stati salvati dai medici e dagli infermieri dello Spallanzani, oggi stiamo bene e viviamo la nostra vita normalmente. Apprezziamo molto tutto ciò che l'ospedale ha fatto per noi e abbiamo in programma di tornare in Italia”.

"Ci manca molto il tempo passato a Roma - hanno detto i due - Siamo molto grati per l'assistenza ricevuta e preghiamo sempre per le persone che ci hanno aiutato". 

Che posto occupa lo Spallanzani nel vostro cuore? "Abbiamo fatto una donazione all'ospedale. I medici ci hanno salvato la vita e ci hanno trattati in modo molto professionale. Da parte nostra cerchiamo sempre di dare un contributo alla ricerca quando possiamo", hanno risposto i signori  Xiangming Liu e Yamin Hu, che a giugno hanno donato all'Inmi 40mila dollari per contribuire alla ricerca sul coronavirus.

"Dalla coppia cinese al vaccino in un anno, ora c'è speranza"

"In un anno siamo passati dallo smarrimento alla speranza", ha detto Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Inmi Spallanzani di Roma, commenta all’Adnkronos Salute, le parole di elogio della coppia cinese agli operatori dell’Inmi per averli assistiti al meglio durante i giorni difficili della malattia. "I ringraziamenti della coppia cinese ci rendono fieri e ci fanno molto piacere. Averli salvati da Sars-Cov-2 è stato il simbolo del lavoro e dell’orgoglio italiano nella prima fase dell’epidemia", ha ricordato Vaia, che è sempre stato vicino alla coppia nel periodo di ricovero allo Spallanzani.

"La loro storia e oggi i loro ringraziamenti ai medici e agli infermieri dello Spallanzani ci riempiono il cuore - ha aggiunto - Ma sono anche uno stimolo a fare di più e meglio. Dal loro ricovero nella nostra struttura ebbe inizio un periodo di smarrimento e paura per il Paese ma oggi, con l’arrivo dei vaccini, siamo in un momento cruciale e abbiamo una certezza: vinceremo questa battaglia uniti".

Fonte: Adnkronos →
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