Lunedì, 12 Aprile 2021

Dopo 50 giorni Vincenzo torna a Bergamo: "Pensavo ad un rapimento, poi ho visto i miei angeli"

Il coronavirus lo aveva ridotto in coma e Bergamo non c'erano più posti in terapia intensiva: "Non parlavo, non potevo mangiare e non respiravo autonomamente. Oggi sto bene, ho solo le gambe ancora deboli".

Vincenzo Pennacchi ha 60 anni e 50 gioni fa era arrivato a Roma in condizioni disperate: il coronavirus lo aveva ridotto in coma e Bergamo non c'erano più posti in terapia intensiva. "Quando mi sono svegliato dal coma e mi hanno detto che ero a Roma pensavo fossi stato rapito" racconta Vincenzo nel giorno in cui lascia il centro dedicato ai pazienti Covid del Policlinico universitario Campus Bio-Medico capitolino. 

"Mi hanno salvato la vita, i miei angeli". Trasportato al Policlinico universitario Campus Bio-Medico di Roma in gravissime condizioni, dopo 50 giorni Vincenzo può finalmente tornare all’affetto dei suoi cari. "Una battaglia durissima - racconta Pennacchi - Non parlavo, non potevo mangiare e non respiravo autonomamente. Oggi sto bene, ho solo le gambe ancora deboli".

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"Spero di finire presto questo percorso perché sinceramente son quasi tre mesi e mezzo che non vedo i miei familiari – spiega ancora Vincenzo – Sono convinto che il Servizio Sanitario Nazionale funzioni bene e voglio ringraziare per questo il professor Agrò e tutti gli altri operatori del Campus Covid Center perché non pensavo di poter essere qui a raccontare la mia storia”. A salutarlo tutto il personale medico ed infermieristico che si è preso cura di lui negli ultimi mesi: "Vederlo andare via è davvero una forte emozione, ci mancherà".

"Quando abbiamo accolto dalla Lombardia Vincenzo - ricorda il Direttore Generale del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, Paolo Sormani - avevamo aperto da pochi giorni il Covid Center, isolato dal Policlinico e con personale dedicato, riconvertendo il Pronto Soccorso prossimo all'inaugurazione, in una struttura per le cure ad alta e media intensità contro il nuovo coronavirus" .

"La scelta operata di separazione dei flussi ci ha consentito di poter assistere persone come Vincenzo al Covid Center, continuando nel contempo a garantire diagnosi e cure per tutte quelle persone affette da patologie che nulla avevano a che fare con il nuovo virus".

Fonte: RomaToday →
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