Domenica, 11 Aprile 2021

Coronavirus, bar e ristoranti con lo stesso numero di posti a sedere: l'idea dei "pannelli invisibili"

L'idea di innovativi pannelli in plastica che mantengano gli stessi posti a sedere arriva da due giovani imprenditori di Fiorenzuola (Piacenza): "L’idea è nata dopo che numerosi nostri clienti ci hanno contattato sconfortati"

Alberto Ferdenzi e Giorgio Antrone, titolari della DreamProject di Fiorenzuola (foto Trespidi/IlPiacenza)

Bar e ristoranti non saranno certo tra le prime attività ad aprire nella fase 2 che dovrebbe prendere il via il 4 maggio prossimo. Ma c'è chi guarda avanti e pensa a come saranno i locali del futuro. L'idea di innovativi pannelli in plastica che mantengano gli stessi posti a sedere arriva da Fiorenzuola (Piacenza): ci sono già vari prototipi di barriere in plastica sui tavoli dei ristoranti per tutelare la salute dei clienti. Ma dall'Emilia arriva qualcosa di più, l’idea di un prodotto in grado di aiutare ristoratori, baristi senza perdere posti a sedere: sempre di pannelli si tratta, ma quelli ideati da Alberto Ferdenzi e Giorgio Antrone consentiranno di "mantenere lo stesso numero di posti a sedere, senza incidere pesantemente sul risultato delle loro attività e lasciando gli spazi inalterati".

I due piacentini titolari della “DreamProject”, società attiva in ristrutturazioni e costruzioni edili e nella realizzazione di complementi di arredi, al loro progetto hanno dato anche un nome: #QuiNonHoPaura. "Vogliamo dare un forte messaggio sociale di positività ed ottimismo: guardiamo avanti per essere pronti in vista degli allentamenti delle restrizioni imposte dal lockdown, conciliando il rispetto delle norme a tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini e la ripresa graduale delle attività commerciali ed aziendali".

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«L’idea è nata dopo che numerosi nostri clienti ci hanno contattato sconfortati, con la preoccupazione sul futuro delle loro attività commerciali ed aziendali».

A quel punto - racconta IlPiacenza - Ferdenzi e Antrone si sono chiesti in che modo avrebbero potuto supportare i clienti titolari di negozi, ristoranti, bar, attività al consumo ed imprenditori titolari di imprese che hanno uffici con numerose persone. "Le strade erano due: ripensare e cambiare radicalmente gli spazi con importanti impatti in termini di costi, tempistiche e vivibilità oppure introdurre dispositivi mobili idonei a tutelare le persone, ma lasciando gli ambienti inalterati o modificati solo nel layout della disposizione degli ambienti. Ovviamente abbiamo optato per la seconda strada ed abbiamo realizzato dei pannelli trasparenti che definiamo “invisibili” che sono sia autoportanti che mobili".

Fonte: Il Piacenza →
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