Lunedì, 12 Aprile 2021

Coronavirus, diventare mamma in piena emergenza: il racconto di Francesca

L’ostetrica risultata positiva, l’isolamento cautelativo a poche settimane dal parto, i sintomi del virus e il tampone negativo: la testimonianza di una neomamma

Francesca (a sx), intervista da Erika Bertossi di BolognaToday (a ds)

“Una mattina ho letto sul giornale di un'ostetrica dell’ospedale Maggiore risultata positiva. Poco dopo sono stata contatta dall’igiene pubblica che mi comunicava di essere entrata in contatto con questa ostetrica e quindi di essere io stessa in isolamento cautelativo per 14 giorni. Questo una settimana prima della data presunta per il mio parto”. Inizia così il racconto a BolognaToday di Francesca, neomamma che ha partorito in piena emergenza coronavirus.

Dopo una “gravidanza stupenda”, per Francesca è arrivata la doccia fredda. Sia lei sia il suo compagno sono rimasti in isolamento per due settimane e pochi giorni dopo lei ha iniziato a sviluppare sintomi influenzali con febbre alta. “Mi sono terrorizzata. Sempre tramite l’igiene pubblica mi hanno fatto il tampone. A distanza di diversi giorni ho avuto il risultato ed era negativo”, ricorda. “Al Maggiore sono stati veramente bravi nel gestire questa situazione che era ancora agli albori. So che adesso ci sono state delle modifiche nei protocolli, anche loro ora sanno come muoversi in maniera più formalizzata. All’inizio era tutto un po’ una confusione ma sono stati molto bravi nel gestirla, mi hanno fatto fare tutte le visite necessarie che mi separavano al parto facendomi andare alla fine dell’orario delle visite, facendomi passare attraverso un canale preferenziale, con le dovute misure di sicurezza”.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Il 20 marzo Francesca è arrivata in ospedale. “Avevo contrazioni non troppo ravvicinate ma hanno deciso di trattenermi lì. Sono entrata in reparto e qualche ora dopo in sala parto”. Il compagno è rimasto sempre al suo fianco. “Adesso forse qualcosa, purtroppo, è cambiato. Ma al 20 marzo ancora il papà o comunque una persona a scelta poteva essere presente sia in degenza sia durante il parto”, spiega la neomamma.

“La criticità che abbiamo riscontrato è stata che in quelle due settimane precedenti sia io sia il mio compagno abbiamo sviluppato sintomi influenzali e quando io sono stata ricoverata me li portavo dietro. Avevo ancora degli strascichi, ero molto raffreddata e anche il mio compagno. Questo creava un po’ di preoccupazione in reparto. Io sapevo che il mio tampone era negativo. Purtroppo in questo momento di crisi e di difficoltà l’igiene pubblica non è mai riuscita a mandare l’esito del tampone al Maggiore e quindi ci si basava sulla mia parola. E mi sono fatta le classiche 48 ore in degenza con un bel raffreddore e la tosse”.

Un messaggio positivo per chi sta per partorire in questi giorni?

“In ogni caso sarà sicuramente bellissimo. Godetevi quel momenti perché sarà fantastico. Anche a ripensarci adesso mi commuovo, mi si bagnano gli occhi. Quel momento sarà sempre ‘quel momento’ e rimarrà tale indipendentemente dal contesto esterno”.

Fonte: BolognaToday →
Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Coronavirus, diventare mamma in piena emergenza: il racconto di Francesca

Today è in caricamento