Sabato, 17 Aprile 2021

In prima linea contro il Covid, ma la Regione non li riconosce: la delusione dei medici specializzandi

I medici in formazione specialistica hanno scritto una lettera indirizzata al presidente delle Marche Luca Ceriscioli, alle istituzioni sanitarie e ai sindacati: per ora nessuna risposta

Foto repertorio Ansa

Non si sono mai tirati indietro. E alcuni di loro sono stati anche contagiati. In prima linea nella lotta contro il coronavirus, hanno visto sospesa la loro formazione per rispondere alla chiamata alle armi da parte degli ospedali dove serve quanto più personale possibile: eppure loro, i medici specializzandi di Ancona e delle Marche, sono stati esclusi da ogni riconoscimento da parte della Regione, compresi fondi a tutti gli operatori sanitari.

Per questo i medici in formazione specialistica, rappresentati da Giovanni Indri, Martina Taccaliti, Domenico Di Falco, Giulia Mariotti e Paolo Giaccaglia, hanno scritto una lettera indirizzata al presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, la vice Presidente della Regione Marche Anna Casini, il direttore Ars Regione Marche Rodolfo Pasquini, il dirigente Servizio sanità della Regione Marche Lucia Di Furia, la segretaria generale Cgil Marche Daniela Barbaresi, il segretario generale Cisl Marche Sauro Rossi e il segretario generale Uil Marche Graziano Fioretti.

Pubblichiamo la loro lettera. "In data 20 Aprile 2020 è stato firmato l’accordo fra la Regione Marche e le sigle sindacali per la destinazione di 20 milioni di euro come risarcimento economico da distribuire tra le operatrici e gli operatori sanitari e socio sanitari impegnati nell’emergenza Covid-19. Tale iniziativa, che accogliamo con grande favore, sottolinea l’importanza dello straordinario lavoro compiuto dagli operatori della salute nel corso dell’emergenza che stiamo tutt’ora vivendo. Con rammarico tuttavia notiamo l’assenza della nostra categoria tra quelle elencate. Noi specializzandi ne siamo stati completamente esclusi, pur essendo quotidianamente impegnati nel fronteggiare l’emergenza sanitaria da Sars-CoV-2, in prima linea con il personale sanitario e non. Il ruolo rivestito da noi medici in formazione specialistica è risultato quanto mai essenziale nella risposta decisa all’emergenza Covid-19 offerta dalla Regione Marche".

I medici specializzandi continuano: "E’ stata infatti anche la nostra partecipazione a rendere tempestiva ed adeguata la mobilitazione del sistema sanitario regionale, permettendo la riorganizzazione di interi reparti e servizi in tempo utile a garantire un’assistenza sanitaria di elevata qualità. Perfettamente allineati a quelli del restante personale sanitario, i nostri turni di lavoro hanno subito gli stessi stravolgimenti in termini di aumentato carico di lavoro e di grado di rischio biologico. L’ impegno nell’assistenza ai pazienti affetti da Covid ha comportato in più occasioni la nostra esposizione e in determinati casi il contagio di alcuni medici in formazione specialistica. L’ulteriore prezzo che stiamo pagando come specializzandi è quello di aver subito nella maggior parte dei casi un’interruzione importante della didattica, con uno stop delle lezioni e delle attività cliniche elettive (ambulatori e sale operatorie) non sapendo di fatto quando potrà essere ripresa la nostra formazione ordinaria".

E' palpabile la loro amarezza. Per questo chiedono il riconoscimento della loro figura professionale e l'estensione del contributo economico stanziato dalla Regione. "Apprendere che i Medici in Formazione Specialistica risultino esclusi dall’elenco dei principali attori coinvolti nella risposta all’emergenza COVID, e pertanto non siano inclusi tra i beneficiari dell’incentivo economico offerto al resto del personale sanitario, ci lascia amareggiati. Nonostante il percorso di formazione specialistica sia in itinere, siamo Medici a tutti gli effetti e come tali dovremmo essere considerati. Non ci siamo tirati indietro nel fornire il nostro contributo professionale nella gestione della pandemia e siamo fermamente convinti di voler continuare a garantire la nostra assistenza per tutto il tempo che sarà necessario, ma non possiamo accettare che la nostra figura professionale non venga riconosciuta ed annoverata tra i protagonisti in campo in questa emergenza. Pertanto chiediamo primariamente il riconoscimento della nostra figura professionale come parte integrante del personale sanitario e quindi l’estensione del contributo economico stanziato dalla Regione Marche anche ai Medici in Formazione Specialistica, seguendo l’esempio delle regioni Lazio, Toscana ed Emilia Romagna".
 

Fonte: AnconaToday →
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