Giovedì, 4 Marzo 2021

Perché i morti per coronavirus potrebbero triplicare in un mese

Si allungano i tempi tra il contagio e il decesso: a primavera passavano 7 giorni, ora 30. Ieri record di vittime della seconda ondata: 151. A fine novembre potrebbero arrivare a 450

I morti per l'epidemia di coronavirus Sars-CoV-2 ieri sono stati 151 e potrebbero triplicare a fine novembre rispetto a oggi. Secondo una ricerca dell’Institute for health metrics and evaluation dell’Università di Washington, finanziato dalla fondazione di Bill e Melinda Gates, in Italia a fine novembre ci saranno circa 450 decessi al giorno, cioè il triplo rispetto a ieri. La ricerca è illustrata oggi da Michele Bocci su Repubblica

La ricerca di Health metrics prevede tre curve a seconda del tipo di strategie di prevenzione adottate. Per quella mediana, dove l’Italia si troverebbe adesso, si prevedono 652 morti al giorno a fine dicembre. Non si batterebbe quindi il record del 27 di marzo, quando ci furono 969 deceduti, ma comunque alla conclusione del 2020 si raggiungerebbe un dato pesante di morti nell’anno a causa dell’epidemia: 63mila (oggi sono 37.210). Il punto è che le proiezioni dell’istituto statunitense potrebbero essere un po’ ottimistiche, a giudicare da quali numeri prevedevano per questi giorni, più bassi di quelli effettivi. E poi c’è un altro fattore di cui tenere conto.

A spiegarlo è Graziano Onder dell’Istituto superiore di sanità:

«I contagiati di adesso moriranno tra circa un mese. La vera ondata la vedremo più avanti». L’affermazione si basa sullo studio dell’Istituto sui decessi, condotto dal gruppo di Onder. Sono stati confrontati alcuni parametri di quelli avvenuti tra marzo e maggio con quelli da giugno e agosto (che ovviamente sono stati molti meno). Ebbene, si è rilevato che nel primo trimestre passavano 7 giorni tra il tampone e la morte (dei quali 6 di ricovero). Quel dato d’estate è stato molto più lungo, cioè di ben 35 giorni (26 dei quali in ospedale).

Il motivo sta nel fatto, tra l’altro, che il servizio sanitario ora è in grado di curare meglio, anche se non ci sono terapie risolutive. Questi dati per settembre e ottobre non sono ancora disponibili ma è probabile che si sia scesi un po’ rispetto all’estate. Per questo Onder parla di 30 giorni tra scoperta della positività e morte. «La curva dei decessi — dice — è sempre stata spostata più in avanti rispetto a quella dei nuovi contagiati. E infatti in aprile e maggio i casi diminuivano ma le morti continuavano ad essere tante. E sempre per questo le persone contagiate oggi moriranno tra circa 30 giorni».

Intanto l'anzianità dei deceduti avanza. L’età media a settembre ottobre in base ai dati dell’Istituto superiore di sanità (che per questi due mesi ha comunque ancora pochi numeri a disposizione), è di 82 anni, contro gli 81 anni di giugno-agosto e i 77,8 di marzo-maggio.

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Fonte: La Repubblica →
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