Venerdì, 16 Aprile 2021

Coronavirus, il racconto dopo la terapia intensiva: “Pensavo non ne sarei più uscita”

La testimonianza di Ida, la prima paziente Covid dimessa dalla terapia intensiva dall’ospedale Humanitas di Castellanza. Ora è tornata in reparto, “circondata da quei dottori e dagli infermieri che mi hanno salvato la vita”

“La mia vita prima del famoso Covid 19 era veramente normale. Di quelle vite che pensi che alcune cose non possono toccarti, non possono accadere a te. Ma non è stato così, la mia vita è cambiata il 9 marzo”. Inizia così il racconto di Ida, la prima paziente Covid dimessa dalla terapia intensiva dell'Humanitas di Castellanza, in provincia di Varese, che ha voluto portare la propria testimonianza.

Prima la febbre, poi bassa e poi sempre più alta, senza che niente riesca a farla passare. Arriva l’ambulanza, Ida viene portata via: del viaggio ricorda i voci, i suoi, le tute bianche degli operatori, “asettiche, di quelle che vedi in tv ma che mai immagineresti di poter osservare da vicino”. Con l’ingresso in pronto soccorso per Ida inizia la salita. Nonostante le cure, la febbre continua a salire. Quando le sue condizioni peggiorano, la sera del 10 marzo la informano che sarebbe entrata in terapia intensiva.

“L’unica cosa che riuscivo a pensare era che da lì forse non sarei più uscita. Tra le lacrime ho chiamato le mie sorelle per salutarle, pensavo che sarebbe stata l’ultima che le avrei sentite. Poi mi hanno addormentato. Stop. Buio. Nessun rumore, nessun dolore” 

Ida viene risvegliata dopo due settimane. Ancora intubata, anche se stabile, non può parlare ma solo scrivere. Dopo qualche giorno è stata estubata, poi il casco ventilatore e il ritorno in reparto. “Non riuscivo a muovere nulla del mio corpo. Ero come paralizzata, ma almeno ero uscita dalla terapia intensiva”. Dopo un mese e mezzo, Ida è ancora in ospedale, “circondata da quei dottori e dagli infermieri che mi hanno salvato la vita”. 

Gli operatori “non mi hanno mai lasciato sola e ora li considero la mia famiglia”. Ida rivolge il suo ringraziamento “agli angeli con la mascherina che mi hanno salvato la vita e di cui mai scorderò l’amore, le voci e gli occhi. A loro voglio dire ‘vi voglio bene’”. 

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Fonte: MilanoToday →
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