Mercoledì, 3 Marzo 2021

Perse le tracce di 16mila casi di contagio da coronavirus per un problema con Excel

Nel Regno Unito migliaia di casi di contagio non sono stati aggiunti ai conteggi ufficiali, rendendo impossibile il tracciamento dei loro contatti potenzialmente infetti a causa di un errore informatico

Nel Regno Unito sono stati “persi” circa 16mila casi di coronavirus, sfuggiti ai conteggi ufficiali a causa di un problema tecnico legato all’utilizzo di Excel, il programma prodotto da Microsoft che permette di effettuare calcoli ed elaborare dati.

Public Health England (PHE), l’agenzia nazionale per la salute pubblica, ha ammesso l’errore: 15.841 persone risultate positive ai test sono stati escluse dai dati ufficiali giornalieri tra il 25 settembre e il 2 ottobre e più di 50mila persone potenzialmente contagiate non sono state contattate per autoisolarsi. 

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha detto che le autorità sanitarie stanno ora cercando di mettersi in contatto con le persone risultate positive per accertare in che misura abbiano inconsapevolmente potuto diffondere la malattia in questi ultimi giorni. “È successo che alcuni dati sono stati andati persi”, ha detto Johnson. “Quello che ora si sta facendo non è solo rintracciare tutte le persone che sono risultate positive - cosa che è stata fatta da subito - ma si sta soprattutto lavorando sui contatti”.

Coronavirus, i guai del Regno Unito con Excel

Secondo quanto ricostruisce il Guardian, all’origine di tutto ci sarebbe il limite di un milione di righe presente nei fogli di calcolo di Excel

PHE è responsabile della raccolta dei risultati dei test condotti dai laboratori pubblici e privati e della pubblicazione degli aggiornamenti giornalieri sul conteggio dei casi e dei test eseguiti. Ma gran parte di questo lavoro viene ancora svolto manualmente, con i singoli laboratori che inviano i loro fogli di calcolo a PHE con i propri risultati. Secondo il Guardian, quello che è successo è che un laboratorio ha inviato il proprio report a PHE in formato CVS, un formato di file basato su file di testo utilizzato per l’importazione e l’esportazione di tabelle di dati. Il report di questo laboratorio è stato quindi caricato su Excel e i nuovi dati sono stati aggiunti in coda a quelli presenti nel database principale. I file di Excel possono contenere però soltanto 1.048.576 righe mentre un CVS può essere di qualsiasi dimensione. Quando un file CVS che va oltre quel limite viene aperto con Excel, le righe inferiori che eccedono vengono tagliate e non più visualizzate. 

“Si è trattato di un problema informatico durante il trasferimento di dati da un sistema a l’altro. La colpa è di PHE”, ha detto Matt Hancock, segretario di Stato per la salute e gli affari sociale del Regno Unito, che ha parlato però anche di un “piccolo errore umano”, in combinazione con quello informatico. 

I timori degli esperti sul diffondersi dell'epidemia

Il tasso di infezione in diverse aeree dell’Inghilterra è aumentato vertiginosamente dopo che i 16mila casi “mancanti” sono stati aggiunti ai numeri ufficiali, ricorda il Guardian. Ad esempio, il territorio di Manchester è quello ora con il tasso più alto, con 2.740 casi registrati in sette giorni fino al 1 ottobre, ovvero l’equivalente di 495,6 casi ogni 100mila persone, rispetto ai 223,2 della settimana precedente. Aumenti considerevoli anche a Liverpool e a Knowsley, nel Mersyside. 

Gli esperti ora mettono in guardia sugli effetti di questo errore. “Tutti gli individui risultati positivi che non sono stati inseriti nel sistema hanno avuto contatti che rappresentano un rischio di infezione per gli altri in questo periodo e quindi possiamo aspettarci che abbiano già contribuito ad aumentare le infezioni, lo vedremo a partire dalla prossima settimana circa”, ha detto Rowland Kao, professore di epidemiologia veterinaria e data science all’università di Edimburgo. 

Fonte: Guardian →
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