Sabato, 27 Febbraio 2021

"Tra dieci giorni noi dottori saremo costretti a rifiutare i ricoveri"

L'emergenza coronavirus sta rapidamente riempiendo la rete degli ospedali in Piemonte. E ora arriva anche il grido d'allarme, mentre si allestiscono nosocomi da campo in tensostrutture

L'emergenza coronavirus sta rapidamente riempiendo la rete degli ospedali in Piemonte, dove ieri sono stati contati 11 decessi e 2024 nuovi contagi con meno tamponi rispetto a sabato, ma soprattutto 166 nuovi ricoveri di cui cinque in terapia intensiva. La Stampa riporta oggi altri numeri che rendono la dimensione di una situazione sempre più insostenibile: 12 mila i posti letto che il sistema pubblico è complessivamente in grado di offrire, 6 mila quelli oggi previsti dal piano pandemico regionale per pazienti Covid; ad oggi i ricoverati non in terapia intensiva sono 2.844 (rispetto ai 3.500 della Fase uno dell’epidemia) e 179 in terapia intensiva (450). Il problema è che, in base alla curva attuale, i ricoveri raddoppiano ogni 7-8 giorni. Per questo arriva il grido d'allarme dei dottori: 

«Domenica prossima potremmo essere costretti a rifiutare i ricoveri», spiega informalmente il direttore di una Asl. «A questo ritmo possiamo tenere ancora per una settimana, massimo dieci giorni», avverte formalmente Luigi Icardi, assessore alla Sanità del Piemonte, chiedendo al governo misure stringenti

A breve dovrebbero scendere in campo le strutture sanitarie accreditate per guadagnare tempo con un migliaio di posti letto; a breve arriveranno anche le tensostrutture dell'esercito e gli "alberghi assistiti". Si conta su tutto questo, sapendo che potrebbe non bastare. «Verificheremo in modo ancora più stringente l’appropriatezza dei ricoveri e delle dimissioni, se sarà necessario ricorreremo alle caserme e agli ospedali militari per accogliere i malati, ma oltre un certo punto non si può andare», aggiunge l’assessore.

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