Coronavirus, l'esperto: "Vaccino influenzale obbligatorio o in inverno dovremo isolare tutti"

Secondo il virologo Pregliasco, senza una vaccinazione di massa, sarà necessario isolare le persone con sintomi, nel dubbio che possano aver contratto il Covid: ''La pandemia non è finita, il virus si muove nel sottobosco''

Il virologo Fabrizio Pregliasco (FOTO ANSA)

La stagione estiva è appena iniziata, ma a preoccupare virologi ed epidemiologi è quella invernale, con il timore che il nuovo coronavirus possa tornare con una seconda ondata. Come affrontare quei mesi? Secondo il virologo dell'università degli Studi di Milano, Fabrizio Pregliasco, intervistato da 'Avvenire' sarà necessario rendere obbligatorio il vaccino dell'influenza nella stagione 2020-2021: "Non so se sarà possibile 'imporlo', ma sarebbe sensato farlo perché risolverebbe il problema della diagnosi differenziata" con Covid-19. "Ci saranno migliaia di influenzati" e, "in assenza di una vaccinazione di massa, dovremmo isolarli tutti" nel dubbio che possano avere contratto l'infezione da nuovo coronavirus. 

Coronavirus, Pregliasco: ''La pandemia continua, teniamo alta la guardia''

"In questo momento la pandemia è in corso e Covid-19 sta andando avanti – ha sottolineato Pregliasco - Non è finito nulla. Certo, è una guerra di trincea, fortunatamente con meno morti di prima, e il virus si muove nel sottobosco. L'estate ha creato condizioni ambientali e di distanziamento sfavorevoli al contagio, ma l'autunno e l'inverno comporteranno sbalzi termici e l'azione convergente di altri virus influenzali. Teniamo alta la guardia".

Secondo Pregliasco "il virus circola ancora, anche se sottotraccia". "Si presenta in forme lievi e probabilmente esiste una quota molto alta di asintomatici. Ma circola - ribadisce l'esperto - anche perché siamo diventati meno attenti e ci sono casi di importazione legati ai viaggi aerei. Bisogna proseguire nel monitoraggio, soprattutto negli ambienti di lavoro a rischio, come dimostra il caso dei macelli tedeschi, dove bassa temperatura, umidità e affollamento degli operatori hanno creato degli importanti focolai. Lo stesso può avvenire da noi - avverte il virologo - soprattutto in quelle aree dove si lavora in condizioni di scarsa sicurezza".

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Fonte: Avvenire →

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