Domenica, 17 Gennaio 2021

Coronavirus, la società Moderna: "Serviranno due vaccinazioni per sconfiggere la malattia"

La Moderna, la prima società a testare un vaccino contro il Covid, annuncia che serviranno due dosi per sconfiggere la malattia

Esiste una società americana che ha cominciato a testare un vaccino contro il Coronavirus due giorni dopo la sua scoperta in Cina. Dallo scorso 13 gennaio, la Moderna insieme al National Institutes of Health ha iniziato una sperimentazione che ha già dato risultati incoraggianti. Il 16 marzo, dopo 63 giorni, un volontario è stato vaccinato per la prima volta. Da quella data sono 30mila le persone coinvolte nella sperimentazione. Il quotidiano spagnolo El Pais ha intervistato il principale artefice di questa sfida. Il medico israeliano Tal Zaks, al centro del progetto, ha spiegato alcune importanti novità tra cui quella che potrebbero volerci due vaccinazioni per ottenere gli effetti desiderati e sconfiggere definitivamente il Covid-19. Secondo la sua valutazione ci vorranno due dosi e la seconda servirà a stimolare maggiormente la risposta immunitaria dei soggetti.

La “divisione” in due dosi 

La scelta di “dividere” il vaccino in due dosi è stata dettata dalla natura molto aggressiva del virus. Per non correre rischi a maggio è stato deciso di svilupparlo in quel modo. Al momento il vaccino sta dando ottimi risultati sui cittadini over 55, quelli ritenuti dalla comunità scientifica maggiormente a rischio e la categoria che più di tutte ha pagato il prezzo più alto in vite umane. La necessità di somministrare due dosi del vaccino porta con sé anche delle difficoltà enormi di natura organizzativa. La sfida di vaccinare gran parte della popolazione mondiale dovrebbe essere doppiata da un richiamo. Una sfida che secondo Zaks va però affrontata sia sotto il punto di vista scientifico che organizzativo. Solo in questo modo sarà possibile ottenere i risultati sperati. Risultati che saranno possibili solo se andrà a buon fine la cosiddetta fase 3, quella che prevede i test finali su larga scala. Il direttore del programma ha spiegato che sarà fondamentale riuscire a capire l'impatto che avrà sulle persone contagiate. Sarà fondamentale il livello di sicurezza del vaccino e in questo senso la fuga in avanti del presidente Donald Trump, che pretende risultati prima delle elezioni del 3 novembre, potrebbe provocare delle difficoltà.

Quando cominceranno le vaccinazioni?

Secondo lo studioso anche se cominceranno le vaccinazioni entro fine anno o inizio 2021, comunque ci saranno dei dati che non saranno a disposizione degli esperti e ci saranno delle circostanze scientifiche che sfuggiranno loro. In ogni caso, dal suo punto di vista, spetterà alla politica e ai governi dei singoli Paesi valutare il rapporto rischio-beneficio e comportarsi di conseguenza. In ogni caso avere a disposizione quanti più dati è possibile aiuterà in questa scelta cruciale. Zaks ha poi parlato anche del prezzo che avrà il vaccino. Secondo le prime stime, il vaccino prodotto dalla Moderna sarà più costoso degli altri vaccini che pure sono in fase di sperimentazione. Il direttore però ritiene che costerà come un esame diagnostico e il suo costo rifletterà la qualità del vaccino oltre che la portata degli investimenti necessari alla sua realizzazione. L'ultimo quesito riguarda la durata dell'immunità. Su questo punto Zaks non ha potuto dare delle certezze. Maggiore sarà la quantità di anticorpi generati e maggiore sarà la durata ma è difficile quantificarla. L'obiettivo è raggiungere la risposta data finora dalle persone guarite.

Fonte: El Pais →
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