Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Il virus corre

Covid: che cosa rischia di succedere in Italia tra un mese

Il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Anelli: "Lockdown ovunque o altri 10mila morti in Italia. Bisogna ricorrere subito ad una chiusura". De Magistris: "Non ci resta che attendere la zona rossa"

Chiudere l'Italia, o prepararsi ad altre 10mila vittime Covid. Il grido arriva dai medici italiani. "Chiudete tutto". Non usa giri di parole il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli, che chiede una stretta più incisiva di quella attuale: "Un lockdown totale, in tutto il Paese, alla luce dei dati, soprattutto quelli sui ricoveri in ospedale e nelle terapie intensive". L'ultimo bollettino, quello di domenica 8 novembre, parla di 32.616 nuovi casi con 191.144 tamponi. I morti sono 331. Terapie intensive +115 (2.749), ricoveri ordinari +1.331 (26.440). Oggi altre regioni potrebbero "cambiare fascia", passando da gialla ad arancione. L'Alto Adige ha fatto il doppio balzo, da gialla a rossa.

Covid: entro un mese situazione rischia di diventare "drammatica"

"Considerando i dati di questa settimana come andamento-tipo e se li proiettiamo senza prevedere ulteriori incrementi, la situazione fra un mese sarà drammatica e quindi bisogna ricorrere subito ad una chiusura totale - ha detto Anelli -. O blocchiamo il virus o sarà lui a bloccarci perché i segnali ci dicono che il sistema non tiene. Anche le regioni ora gialle presto si troveranno nelle stesse condizioni delle aree più colpite,

Entro un mese quindi la situazione sarà "drammatica" e se si andrà avanti con la media attuale ci saranno ulteriori "10 mila decessi". Metà dei posti nelle terapie intensive sono già occupati da pazienti Covid. 

"Siamo ormai arrivati al punto che per salvarci da vere colpe ormai evidenti non ci resta che attendere la zona rossa con immediati ristori per chi rimane senza soldi" ha detto domenica su Facebook il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Sulla folla che si è riversata sul lungomare della città, il primo cittadino ha sottolineato che "chiuderlo non è la soluzione". "Napoli non è un piccolo comune - ha aggiunto - è una grande metropoli, con la maggiore densità abitativa d'Europa. Soprattutto quando il tempo è buono la gente esce per strada e la limitazione degli orari concentra ancora di più le persone nelle uscite".

Orlando: "Rischiamo che a Palermo e in Sicilia si vada verso una strage annunciata"

Preoccupanti anche le dichiarazioni di Leoluca Orlando. "Rischiamo che a Palermo e in Sicilia si vada verso una strage annunciata. Se è vero che nei pronto soccorso manca l’ossigeno e che nei reparti ospedalieri si è cominciato a scegliere quali pazienti provare a salvare e quali no, si prefigurano scenari da medicina di guerra".

Il ministro Speranza indica agli italiani la luce in fondo al tunnel: non durerà all’infinito, stringete i denti perché in primavera arriverà l’arma finale. «La distribuzione massiva del vaccino - annuncia il ministro - potrà partire dalla fine del primo quadrimestre del 2021. Partiremo dalle fasce più esposte, gli operatori sanitari».

Il presidente della Liguria Toti non si opporrebbe se la Liguria passasse in zona arancione o rossa? "Io sono disponibile a valutare la situazione, non ho paura di assumermi responsabilità, ne posso discutere tranquillamente con il ministro Speranza. Ma non tiriamo in ballo la qualità dei dati" dice alla Stampa.

L'incidenza dei positivi sui tamponi rimane del 17% in Italia. In un documento di maggio 2020, tra i criteri epidemiologici l’Oms ha inserito la necessità di stare sotto il 5 per cento di test positivi per almeno due settimane, per considerare l'epidemia sotto controllo. Siamo lontanissimi

Fonte: La Stampa →
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