Lunedì, 12 Aprile 2021

Non ci sono più pazienti, il Covid center di Civitanova chiude a due settimane dall'apertura

L'ultimo paziente, negativo al doppio tampone, sarà trasferito in un altro nosocomio. La struttura da 84 posti letto è costata 12 milioni di euro

Guido Bertolaso e il governatore Luca Ceriscioli durante una visita al Covid-center

A due settimane dall’apertura effettiva, avvenuta a fine maggio, il Covid center di Civitanova Marche chiude i battenti. All’interno della struttura era rimasto un solo paziente che secondo l’ANSA è risultato negativo al doppio tampone e sarà dunque trasferito in un altro nosocomio. Anche il personale sanitario tornerà a lavorare negli altri ospedali della regione. Costato 12 milioni di euro il Covid center ha 84 posti letto, ma finora non ha mai ospitato più di 3 pazienti. 

A seguire i lavori di realizzazione della struttura è stato Guido Bertolaso, ex capo dello protezione Civile, già ideatore dell’ospedale in Fiera di Milano. E come l’ospedale in Fiera, anche per la costruzione del Covid center non sono mancate le polemiche.

Il sindacato dei medici Anaao-Assomed ad esempio si domandava se vi fossero "motivazioni politico-economico e non tecniche che hanno orientato la scelta di realizzare questa struttura".

Secondo il sindacato, posta la necessità oggettiva di aumentare i posti di terapia intensiva, sarebbe stato più economico "riattivare sul territorio regionale strutture ospedaliere non utilizzate perché dismesse" anziché costruire un ospedale ex novo.

Per la realizzazione del Covid center erano state raccolte donazioni private dal Corpo Italiano Soccorso Ordine di Malta. La struttura, soprannominata anche "l’astronave" è dotata di attrezzature all’avanguardia. Ora sarà attivata una sorveglianza armata e anticendio per far sì che possa superare indenne l’estate. Nella speranza che possa rivelarsi inutile anche in autunno.

Il progetto aveva preso il via a fine marzo. "Il tempo di realizzazione previsto era di 10 giorni - scrive il Quotidiano Sanità -, ma i tempi si sono allungati e l’attività del Centro è iniziata quando nel resto degli ospedali le terapie intensive si stavano già svuotando per un minore numero di pazienti covid".

Secondo il direttore dell'Av3 Alessandro Maccioni tuttavia la realizzazione dell’ospedale era necessaria "alla luce della nuova normativa" con più posti letto di terapia intensiva.

Fonte: Quotidiano Sanità →
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