Venerdì, 5 Marzo 2021
Scenari

Covid: quando dobbiamo aspettarci il momento peggiore in Italia

Dagli ospedali raccontano di una situazione al limite. Voza (Humanitas): "Così non reggiamo neanche una settimana". Anelli (Omceo) chiede un lockdown della durata di un mese e avverte: "Il peggio arriverà tra Natale e inizio 2021"

Non accenna a rallentare il virus. La data decisiva per un ipotetico lockdown nazionale con zona rossa ovunque sarebbe secondo indiscrezioni quella del 15 novembre. L'unica certezze è che soprattutto i prossimi due mesi saranno difficilissimi. Dagli ospedali raccontano di una situazione al limite. Antonio Voza, 47 anni, specializzato in malattie dell’apparato respiratorio, è responsabile del pronto soccorso e della Medicina d’urgenza dell’Istituto clinico Humanitas di Milano. Spiega al Corriere della Sera, intervistato da Stefania Chiale, che se il flusso di accessi non si abbasserà a breve, "non reggiamo nemmeno una settimana. Siamo in grossissima difficoltà". I pazienti, spiega, restano anche 48 ore in attesa di un posto letto: "Avremmo bisogno di una grossa mano dalle strutture del territorio a più bassa in- tensità, ma la rete fatica ormai a distribuire i pazienti".

Voza (Humanitas): "Così non reggiamo nemmeno una settimana"

All’Humanitas in queste ore sono ricoverati 545 pazienti in totale: "260 letti, quasi la metà, sono occupati da pazienti Covid, di cui 24 in terapia intensiva" dice Voza. Gestire "130-140 accessi al giorno, di cui circa 50 per problemi respiratori" è una sfida ai limiti dell'impossibile.

Rispetto a marzo quali sono le differenze? "Chi arriva in pronto soccorso è leggermente meno compromesso: in primavera più della metà andava in terapia intensiva".

"Oggi, dei ricoverati per Covid, va in terapia intensiva il 10%. Ma la difficoltà è che a marzo tutto quello che non era Covid si era spento". 

Anelli: "Il peggio tra Natale e inizio 2021"

Non smette di spiegare quanto sia grave la situazione anche Filippo Anelli, 63 anni, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri. Si dice "preoccupato e spaventato" nell'intervista a Margherita De Bac del Corriere della Sera: "Se continua così il Servizio sanitario nazionale non può farcela. Ogni posto letto dedicato al Covid viene tolto ai malati con altre patologie, volgarmente chiamate ordinari. Altro che ordinari. Han- no tumori del pancreas, ictus, gravi cardiopatie".

Non è collasso ospedaliero, no. Ma il rischio di arrivarci è molto vicino. Anelli chiede un lockdown totale in Italia: "Gli italiani non hanno capito che finire in zona gialla, dove le misure di mitigazione sono meno strette che nelle arancioni e rosse, non equivale a poter fare il comodo proprio". E poi aggiunge: "Il peggio deve ancora venire".

Il peggio ha anche una data, secondo Anelli. "Fra Natale e l’inizio del 2021 i casi di influenza si sommeranno a quelli di Covid e i pronto soccorso saranno pieni di persone con gli stessi sintomi e la paura di aver preso il coronavirus".

Noi siamo ancora in tempo di evitare tutto questo con un lockdown esteso a tutta Italia, della du- rata di un mese. L’alternativa è che il servizio sanitario alzi bandiera bianca

Solo con un blocco totale secondo Anelli in un paio di settimane si potrebbe raggiungere il picco della seconda ondata "e così comincerebbe la discesa con il progressivo decongestiona- mento degli ospedali". I numeri altrimenti rischiano di continuare a salire.

Lockdown totale: l'ipotesi Italia zona rossa e la data decisiva del 15 novembre

Fonte: Corriere della Sera →
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