Venerdì, 5 Marzo 2021
Previsioni

Coronavirus: perché tra sei mesi sarà finita

Guido Silvestri, professore dell’Università Emory: "Se ci vacciniamo tutti in tempi rapidi, ed usiamo gli anticorpi monoclonali come 'ponte' per arrivare al momento in cui saremo tutti vaccinati", a inizio estate "dovremmo essere fuori dal tunnel". Ma spiega: "Ci sono molti aspetti della diffusione di questa epidemia che ancora non comprendiamo bene"

Infondono un po' di fiducia le parole di Guido Silvestri, professore dell’Università Emory di Atlanta. All'orizzonte, seppur lontana, si può intravedere la fine dell'epidemia. Ma la strada è ancora lunga. Intervistato dal Fatto Quotidiano, fa il punto sui vaccini. Noi italiani abbiamo puntato su quello sbagliato?

Quali sono i vaccini Covid più efficaci

"I vaccini che sembrano più efficaci sono quelli a Rna, cioè Pfizer e Moderna, che stanno sul 95% di prevenzione dell’infezione - dice lo scienziato - Quello di Pfizer, già approvato dalla Fda, ora lo stiamo usando anche qui alla Emory, mentre per il vaccino Moderna l’approvazione è imminente. Pare il russo Sputnik abbia una efficacia del 92%, ma i dati sono meno facili da valutare, mentre sembra che quello cinese a virus inattivato sia sul 85-90% di efficacia. Purtroppo i risultati meno promettenti sono quelli del vaccino Oxford-Astrazeneca, che sui primi dati si assesta sul 70% di protezione",

Non c'è da avere paura per i possibili effetti collaterali del vaccino, secondo Silvestri: "Gli effetti avversi di questi vaccini non sono gravi, e anche le reazioni allergiche severe, peraltro rare, possono essere controllate a livello ambulatoriale, come si fa con gli altri vaccini".

"Se ci vacciniamo tutti in tempi rapidi, ed usiamo gli anticorpi monoclonali come “ponte ” per arrivare al momento in cui saremo tutti vaccinati, nel giro di sei mesi dovremmo essere fuori dal tunnel".

Sulle cure monoclonali ritiene che ci sia qualcosa da chiarire: "C’era la possibilità concreta - dice Silvestri - di usare diecimila dosi di questi anticorpi fin da ottobre, salvando probabilmente molte vite umane, e purtroppo non si è riusciti a realizzare questa straordinaria opportunità, per ragioni che non capisco, prima ancora di non condividerle. È successa una cosa a mio avviso molto grave e spero che chi di dovere possa far luce".

I dati del contagio allarmano in questi giorni in molti Paesi, dai numeri record degli Usa alla curva che non flette più in Italia. "Ci sono molti aspetti della diffusione di questa epidemia che ancora non comprendiamo bene - spiega il professore - in particolare il ruolo di fattori genetici, dell ’immunità crociata con altri coronavirus, e dello strano fenomeno dei superdiffusori, che contribuiscono in ma- niera sproporzionata al contagio".

Fonte: Il Fatto Quotidiano →
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