Martedì, 9 Marzo 2021
La malattia

Il manager che racconta tutti i primi sintomi del Covid: "Non solo attacchi di tosse e febbre"

Le parole di Pier Giorgio Scrimaglio dai primi segnali del coronavirus alla terapia subintensiva. Giorni difficili: cortisone in vena ed Eparina in pancia, litri di ossigeno, il casco ventilatore, la paura. Fino alle dimissioni e al ritorno a casa

Pier Giorgio Scrimaglio, export manager per la rivista Estetica (Edizioni Esav), racconta la sua esperienza di malato di Covid, che l'ha portato a trascorrere nove giorni in terapia sub-intensiva. I primi sintomi, il peggioramento, la paura in ospedale. Lui, sportivo, ha subito capito che qualcosa non andava. E' l'ultima settimana di ottobre: "Vado a giocare a tennis. Ho una tossetta noiosa. Dopo dieci minuti mollo, con una scusa". Il giorno dopo il fiato corto in bici, quello seguente il virus si manifesta con  spossatezza e febbriciattola.

Il racconto di un malato di Covid dai primi sintomi alla subintensiva

"Lo sciroppo della tosse è inutile - dice al Corriere della Sera - ho attacchi fortissimi. La situazione peggiora rapidamente. Inizio a prendere antibiotici e cortisone, come da indicazione del medico di base. Fatico a mangiare e bere. Spesso non sono lucido".

Visitato in ospedale, e accertata la positività al virus, viene rimandato a casa ma il saturimetro indica 92 e la stanchezza inizia a essere un problema enorme. "Comincia la fame d’aria, di notte non respiro. Gli amici sono in ansia: vivo solo, in un posto isolato. 5 novembre. Il saturimetro indica 87".

"Non mi voglio far ricoverare, trovo giustificazioni. Gli amici mi fanno capire che chiamare il 118 è l’unica cosa da fare. Mi ricoverano al Pronto soccorso Covid".

In ospedale le lastre ai polmoni evidenziano una polmonite interstiziale bilaterale. "Sono disidratato. Mi mettono la mascherina dell’ossigeno che dà un po’ di sollievo, anche psicologico. La notte in qualche modo passa. Un mio vicino di letto muore. Arrivano gli infermieri, gli mettono sopra un «coperchio» e lo portano via".  Saranno giorni difficili: cortisone in vena ed Eparina in pancia, litri di ossigeno, il casco ventilatore.

"Se il casco non avesse funzionato, mi avrebbero portato in terapia inten- siva".

Inizia la guarigione, a metà novembre le dimissioni, il ritorno a casa, il sospiro di sollievo. "Arrivo a casa mia, calda e accogliente. Faccio una doccia, poi crollo. È il più bel venerdì 13 che abbia mai passato"

La malattia da coronavirus (COVID-19) colpisce in vari modi. La maggior parte delle persone presenta sintomi lievi o moderati e guarisce senza necessità di ricovero in ospedale.

I sintomi del Covid

Sintomi più comuni:

  • febbre
  • tosse secca
  • spossatezza

Sintomi meno comuni:

  • indolenzimento e dolori muscolari
  • mal di gola
  • diarrea
  • congiuntivite
  • mal di testa
  • perdita del gusto o dell'olfatto
  • eruzione cutanea o scolorimento delle dita di piedi o mani

Sintomi gravi:

  • difficoltà respiratoria o fiato corto
  • oppressione o dolore al petto
  • perdita della facoltà di parola o di movimento
Fonte: Corriere della Sera →
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