Venerdì, 24 Settembre 2021
Dubbi

Covid, vaccinare i guariti è inutile?

Galli sta con Raggi: "Un guarito va vaccinato se non ha uno straccio di anticorpo nell'organismo". Ma il tema del vaccino Covid a chi ha superato l'infezione è dibattuto, e non da oggi. La circolare del Ministero dice altro, ad esempio, e sconsiglia di ragionare sulla base del sierologico

''Se la Raggi e chi come lei ha una quantità alta di anticorpi, l'eventuale green pass assegnato non mi scandalizzerebbe. Anzi, per me quello della misurazione degli anticorpi dovrebbe essere il criterio principe fra un po' di tempo, quando si riproporrà il problema delle terze dosi''. Lo afferma il professor Massimo Galli, capo del dipartimento Malattie infettive del "Sacco" di Milano, in un'intervista a 'Il Fatto'. Il green pass, secondo Galli, dovrebbe essere rilasciato anche dopo una misurazione di anticorpi alti. ''Lo dico da mesi, toglierebbe un sacco di problemi. Ma non è materialmente realizzabile a quanto capisco. Peccato''.

La sindaca di Roma ha annunciato di non aver intenzione di vaccinarsi in quanto ha ancora un alto livello di anticorpi dopo aver avuto il Covid molti mesi fa. Quanto alla vaccinazione ai guariti ''conserverei quelle dosi per altri, il vaccino va dato a tutti coloro che hanno necessità. Non sono un assertore della vaccinazione dei guariti se non in situazioni particolari, cioè un guarito va vaccinato se non ha uno straccio di anticorpo nell'organismo''. La vaccinazione ''per una persona giovane come la sindaca di Roma, ribadisco, con gli anticorpi alti non ha senso''.

Il tema del vaccino Covid a chi ha superato l'infezione è dibattuto, e non da oggi. "E' possibile considerare la somministrazione di un'unica dose di vaccino" anti-Covid "nei soggetti con pregressa infezione da Sars-CoV-2, decorsa in maniera sintomatica o asintomatica, purché la vaccinazione venga eseguita preferibilmente entro i 6 mesi dalla stessa e comunque non oltre 12 mesi dalla guarigione". Lo annunciava a luglio la circolare 'Aggiornamento indicazioni sulla vaccinazione dei soggetti che hanno avuto un'infezione da Sars-CoV-2' del ministero della Salute, firmata dal direttore generale Prevenzione, Gianni Rezza. "Per i soggetti con condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici - si precisa - in caso di pregressa infezione da Sars-CoV-2, resta valida la raccomandazione di proseguire con la schedula vaccinale completa prevista".

Prima che la circolare indicasse le nuove regole, la certificazione verde per chi ha avuto il Covid era valida entro i 6 mesi dal primo tampone positivo; oppure la si poteva ottenere se si era fatta una sola dose di vaccino tra i 3 e i 6 mesi dall’infezione. Se, invece, ci si era vaccinati dopo i 6 mesi previsti, di dosi ne servivano due. Ora la circolare prolunga i tempi oltre i 6 mesi oggi previsti. "Come da indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità - si legge ancora nella circolare -, l’esecuzione di test sierologici, volti a individuare la risposta anticorpale nei confronti del virus, non è raccomandata ai fini del processo decisionale vaccinale".

In sostanza, la singola dose entro 12 mesi o le due dosi se è passato più tempo dall'infezione valgono per tutti, anche per chi ha ancora un alto livello di anticorpi. Per questo il test preventivo è inutile ai fine della decisione sulla vaccinazione. Lo stesso vale per l'ottenimento del Green Pass: il test sierologico che dimostra un alto numero di anticorpi non è una condizione sufficiente a ottenere il Certificato Verde.

Un recente articolo pubblicato su Jama ha riportato i risultati di uno studio condotto dai ricercatori del Rush University Medical Center e degli Abbott Laboratories sugli effetti di una dose di vaccino nelle persone guarite. Stando a quanto scrivono i ricercatori, "individui con precedente infezione da Sars-CoV-2 ottengono risposte anticorpali più forti dopo una dose rispetto a individui senza infezione precedente". Gli studiosi osservano che, “di conseguenza, gli individui con una precedente infezione da Covid-19 documentata possono essere sufficientemente protetti dalla reinfezione dopo una singola dose di vaccino mRna, che potrebbe liberare la disponibilità di milioni di dosi aggiuntive”.

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Fonte: Il Fatto Quotidiano →
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