Giovedì, 22 Aprile 2021

Crisi coronavirus, lo sfogo di Giuseppe: "Nessun aiuto, ho chiuso la sala scommesse"

"Non abbiamo avuto alcun aiuto, stiamo continuando a pagare tutte le spese e i costi al 100%, ma io ora non sono più in grado di gestirli. La mia è una realtà come quella di molti altri miei colleghi, che dopo il lockdown non apriranno più"

Un sala scommesse in una foto d'archivio

E' uno sfogo dai toni molto duri. Un giovane imprenditore chiude la sala scommesse, e lo fa definitivamente. Dopo 17 anni vissuti nel settore del betting, "chiudo definitivamente per stare lontano dal parassita più grande, lo Stato italiano" accusa Giuseppe, imprenditore di 32 anni della provincia di Napoli. Negli anni ha avorato per tre diverse società di betting, ora ha deciso di dire basta. E' NapoliToday a riportare le sue parole.

“Dopo 60 giorni esatti di chiusura a causa dell’emergenza coronavirus, oggi ho chiuso con una lettera di recesso il contratto di locazione del mio locale. Ormai non abbiamo più alcuna speranza, non abbiamo accesso al credito, le banche ce lo negano perché affermano che siamo soggetti a rischio riciclaggio di denaro e quindi riconducibili ad attività poco gradite”, racconta ad Agimeg.

"Eppure ogni anno il settore del gioco dà allo Stato 10 miliardi di euro, ma lo Stato non ci aiuta, ci lascia morire"

Per le realtà del settore non ci sono stati aiuti, continua Giuseppe: "Non abbiamo avuto alcun aiuto, stiamo continuando a pagare tutte le spese e i costi al 100%, ma io ora non sono più in grado di gestirli. La mia è una realtà come quella di molti altri miei colleghi, che dopo il lockdown non apriranno più. Tutto il sacrificio di persone oneste va in fumo senza che nessuno ci aiuti. E’ un grido di dolore non solo mio, ma di tutta la categoria".

Fonte: NapoliToday →

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