Martedì, 20 Aprile 2021

Malta trasformata dai narcos italiani nell'isola del riciclaggio (Daphne è morta per questo?)

Le indagini sull'omicidio di Daphne Caruana Galizia puntano sulla mafia e i legami con i trafficanti libici. "La situazione è disperata" è stato l'ultimo suo post prima di morire

Il luogo in cui è esplosa l'autobomba che ha ucciso la giornalista maltese Daphne Caruana Galizia

Sette casi di autobomba degli ultimi tre anni a Malta, sempre legati a fatti di droga. Gli investigatori non hanno dubbi: ad uccidere la giornalista maltese Daphne Caruana Galizia è stata un'esecuzione mafiosa.

Non è un caso che governo e opposizione si stiano rimpallando la responsabilità dell'omicidio di Daphne che, da viva, ne ha avuto per tutti. "Ci sono corrotti ovunque, ora. La situazione è disperata" è stato, non a caso, l'ultimo suo post prima di morire.

Come ricorda La RepubblicaMalta, documentano le indagini delle procure italiane, sono arrivati 'ndranghetisti e mafiosi, portano il denaro i trafficanti di uomini somali e i colonnelli di Gheddafi in fuga della Libia.

Nei mesi scorsi Daphne Caruana Galizia si era occupata di quel contrabbando di petrolio che, parte dalla Libia, si ferma al largo di Malta, e dopo essere transitato a bordo di petroliere russe, fa rotta verso l'Italia. Un sistema che provoca un danno alle casse italiane di qualche centinaia di milioni di euro.

Malta, poco più grande dell'isola d'Elba e abitata come la cinta metropolitana di Bari (450mila abitanti) negli ultimi dieci anni ha privato i paesi europei di circa 8,2 miliardi. A un anno fa erano iscritte alla camera di commercio 53.247 società per 78mila proprietari. Soltanto nel 2015 ha restituito alle società straniere 2 miliardi di euro di tasse, che invece avrebbero dovuto essere pagate altrove. Questo per via del sistema di tassazione locale: una company tax al 35 per cento, con un rimborso dell'80 di quanto versato.

La tassazione effettiva arriva dunque intorno all'8 per cento spiegano gli avvocati d'affari. Inoltre la struttura società offre un altissimo livello di privacy: il nome del cliente può essere schermato, perché nei “company act” possono risultate soltanto i nomi di professionisti locali. Risultato: tutti i colossi del gaming (scommesse) come Betson, Bet 365, Microgaming hanno sede ora a Malta, tanto da coprire da sole il 12 per cento del Pil. Le banche d'affari fanno lo stesso, così come i 581 fondi di investimento che oggi si trovano nell'isola."

E con la Brexit, si attende l'arrivo di migliaia di società londinesi.

Fonte: La Repubblica →
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