Martedì, 16 Luglio 2024

Renzi rassicurò De Benedetti sulla riforma delle Popolari, Procura chiede l'archiviazione

Tre anni fa fu avviata una indagine per insider trading su segnalazione della Consob che aveva evidenziato plusvalenze e movimentazioni anomale sui titoli. Tra l'ex premier e l'editore de L'Espresso una telefonata registrata 4 giorni prima dell'approvazione del decreto. Il testo pubblicato dal Corriere della Sera

Matteo Renzi avrebbe rassicurato al telefono l’imprenditore Carlo De Benedetti che il decreto del governo sulle Popolari varato il 20 gennaio 2015 sarebbe passato quattro giorni prima del varo del decreto legge. Lo racconta lo stesso De Benedetti al professionista che curava i suoi investimenti in Borsa in una telefonata agli atti dell'indagine per insider trading avviata tre anni fa su segnalazione della Consob che aveva evidenziato plusvalenze e movimentazioni anomale sui titoli. De Benedetti aveva investito 5 milioni di euro con Romed spa guadagnando 600mila euro.

Lo stesso ex presidente del Consiglio intervistato su Radio Capital chiosa: "L'intenzione del governo era nota. C'era persino un'agenzia di stampa sul fatto che quella riforma si sarebbe fatta".

Oggi il Corriere della Sera pubblica la registrazione della telefonata allegata al fascicolo che la Procura di Roma ha trasmesso alla Commissione parlamentare banche. E sembra smentire la versione fornita da entrambi quando avevano escluso la veicolazione di informazioni riservate. 

I magistrati hanno sollecitato l’archiviazione dell’inchiesta perché sia Renzi sia De Benedetti, interrogati dai pubblici ministeri, hanno escluso di essere entrati nel merito del testo poi approvato a Palazzo Chigi. 

I magistrati infatti ritengono comunque che non sia stato commesso insider trading perché nella telefonata "De Benedetti si limita ad affermare di aver appreso di un 'intervento': espressione polivalente che nulla apporta in più rispetto a quanto ben noto a Bolengo. Ma anche che l'intervento sarebbe stato realizzato in tempi brevi, ma non necessariamente brevissimi e comunque non determinanti".

La telefonata pubblicata dal Corsera: è il 16 gennaio 2015, quattro giorni prima dell'approvazione del Decreto legge sulle Banche Popolari.

De Benedetti parla al telefono con Gianluca Bolengo, suo referente nella società Intermonte Sim spa che si occupa dei suoi investimenti.  Il colloquio viene registrato così come previsto dalla normativa sulle intermediazioni finanziarie.

De Benedetti: Sono stato in Banca d’Italia l’altro giorno, hanno detto (incomprensibile) che è ancora tutto aperto.
Bolengo: Sì, ehm, però adesso stanno andando avanti... comunque non è...

De Benedetti: Faranno un provvedimento. Il governo farà un provvedimento sulle Popolari per tagliare la storia del voto capitario nei prossimi mesi... una o due settimane.
Bolengo: Questo è molto buono perché c’è concentrazione nel settore. Ci sono troppe banche popolari. Sa, tutti citano il caso di Sondrio città di 30 mila abitanti.

De Benedetti: Quindi volevo capire una cosa (incomprensibile) salgono le Popolari?
Bolengo: Sì su questo se passa un decreto fatto bene salgono.

De Benedetti: Passa, ho parlato con Renzi ieri, passa.
Bolengo: Se passa è buono, sarebbe da avere un basket sulle Popolari. Se vuole glielo faccio studiare, uno di quelli che potrebbe avere maggiore impatto e poi però bisognerebbe coprirlo con qualcosa.

De Benedetti: Togliendo la Popolare di Vicenza.
Bolengo: Sì. Va tutto come previsto.

Quattro giorni dopo il decreto viene effettivamente approvato.

Fonte: Corriere della Sera →
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